Santa Caterina da Siena

Santità al femminile:
Santa Caterina da Siena a cura di Padre Michele Scarso o.p.
L’uomo è un viaggiatore che man mano ha esplorato i confini della Terra, è arrivato fino alla Luna e ora mira a Marte… Ma c’è un viaggio più importante da portare a termine, quello che ogni persona è chiamata a compiere all’interno di se stessa.
Santa Caterina da Siena, in questo viaggio, è una guida sicura con il Dialogo della Divina Provvidenza. La santa accompagna alla scoperta di se stessi e del rapporto con Dio creatore e Padre. In definitiva, però, il vero pilota è Gesù Cristo: è Lui la Via e il Ponte che unisce la singola persona a Dio.
Caterina è uno dei due pilastri della spiritualità domenicana, l’altro è S. Tommaso d’Aquino: la prima è il fuoco d’amore, il secondo la sapienza.
1° Lezione
Introduzione e note biografiche
Insieme con San Tommaso d’Aquino, Santa Caterina è uno dei pilastri della spiritualità cattolica e domenicana.
2° Lezione
Le 4 petizioni
Al fondamento di tutto c’è il desiderio dell’amore di Dio e della salvezza delle anime.
3° Lezione
La ginnastica del desiderio
Spirito Santo, vieni nel mio cuore, e dammi carità con timore. Nella comunione Dio è nell’anima e l’anima in Dio. Il perdono è la grande opera della misericordia di Dio. Chi non ha la coscienza di essere perdonato, in nessun modo è capace di perdonare.
4° Lezione
Infinito amore e infinito dolore
Se non ho la carità, nulla mi giova. Per mezzo della virtù, l’anima si unisce a Gesù. Dobbiamo unire le nostre sofferenze a quelle di Gesù. Soltanto se scendiamo nell’abisso della nostra pochezza possiamo conoscere la grandezza di Dio. La vera conoscenza di sé è quella che viene da Dio. Ci sono pene che intimidiscono l’anima e pene che la purificano. Bisogna percepire il profumo della virtù. L’attrizione viene dal timore, la contrizione dall’amore. Se non si ama il prossimo, non lo si aiuta.
5° Lezione
Il prossimo come mezzo (1)
Non potendo ricambiare il dono direttamente al Signore, lo possiamo fare aiutando il prossimo.
6° Lezione
Il prossimo come mezzo (2)
Il Signore ci ha creati imperfetti perché avessimo l’occasione di prestarci aiuto gli uni gli altri.
7° Lezione
L’albero dell’amore
L’anima è un albero fatto per amare, e deve produrre fiori e frutti di amore.
8° Lezione
Importanza del discernimento
Non mi allontanerò dalla tua presenza finché non abbia visto che tu hai usato loro misericordia.
9° Lezione
Libertà e responsabilità dell’uomo
In Adamo non ha peccato solo lui, ma tutta la natura umana. Dopo la redenzione, l’uomo è più responsabile di quanto non lo fosse prima.
10° Lezione
Cristo via e ponte
Con il peccato di Adamo è stato precluso l’accesso alla vita eterna. Per ottenere il riscatto di tutto il genere umano era necessario un ponte gettato da Dio per congiungere il cielo e la terra, e questo ponte è Cristo.
11° Lezione
I tre scalini
Il ponte ha tre scalini che corrispondono a tre stati dell’anima, e sono i piedi, il cuore e la bocca. Nel primo scalino si passa dal peccato mortale alla grazia, negli altri due si cresce nella grazia. Il cuore dell’uomo è sempre attratto dall’amore, il quale influisce poi su tutte le facoltà dell’anima. Il cuore di Gesù è incendiato dal fuoco dell’amore. Il nostro bene non accresce la tua grandezza né il nostro male la diminuisce, perché tu sei l’eterna bontà.
12° Lezione
La via della menzogna
La porta del cielo fu aperta grazie alla forza del sangue di Cristo. La via del ponte è la via della verità, e l’acqua sottostante è la via della menzogna, nella quale l’uomo annega.
13° Lezione
Gli alberi di morte
Sul legno della croce la vita sconfisse la morte della colpa nostra, e la morte della colpa tolse la vita corporale all’Agnello immacolato.
14° Lezione
I diversi vizi
Vizi capitali sono: superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia.
15° Lezione
Le pene dei dannati
Se al momento della morte l’anima avesse luce sufficiente per dolersi della sua colpa non per timore dell’inferno, ma per l’offesa fatta a Dio, troverebbe misericordia. La disperazione di Giuda mi dispiacque più del tradimento che egli fece.
16° Lezione
La beatitudine dei giusti
Le anime beate godono ed esultano partecipando del bene degli altri, a motivo della carità. Nel corpo glorificato del Figlio, tutti i corpi glorificati esulteranno delle sue piaghe, rimaste fresche, essendosi conservate le cicatrici del suo corpo che continuamente gridano a me, sommo ed eterno Padre, misericordia per voi.
17° Lezione
Il giudizio
La retribuzione riguarderà sia l’anima che il corpo, poiché l’una e l’altro hanno cooperato nelle azioni umane. Gli angeli e i demoni non possono mutare la volontà dell’uomo, poiché esso è dotato di libero arbitrio. La volontà è l’arma che voi ponete nelle mani del demonio, e che può diventare il coltello con il quale egli direttamente vi percuote e uccide.
18° Lezione
Il giudizio (2)
Nessuno in questa vita pena senza croce, ma per alcuni la sofferenza diviene refrigerio […], se non coloro che passano per la via superiore; ma per costoro la sofferenza diviene refrigerio.
19° Lezione
La fede e le opere (1)
L’anima desiderando ottiene, più ottiene e più desidera […], finché è saziata. Le anime vedono che ogni piccola colpa meriterebbe una pena infinita perché è fatta contro di me, che sono infinito.
20° Lezione
La fede e le opere (2)
Il bene che si fa in stato di grazie vale per la vita eterna, mentre quello che si fa con la colpa del peccato mortale non vale per la vita eterna, ed è remunerato in diversi modi.
21° Lezione
Motivi di sofferenza (1)
Chi non ama non può essere saziato, neppure se possedesse tutto quanto il mondo, perché le cose create sono inferiori all’uomo, anzi, sono fatte per lui, e non l’uomo per esse.
22° Lezione
Motivi di sofferenza (2)
Alcuni si comportano al contrario di quanto debbono, in quanto si servono del braccio della mia misericordia per offendermi. L’anima non può starsene in ozio: o procede nel suo cammino di perfezione, oppure torna indietro.
23° Lezione
Motivi di sofferenza (1)
Quando l’intelletto contempla il mio amore in Cristo crocifisso, allora trova la pace e la quiete.
24° Lezione
Motivi di sofferenza (2)
L’amore che consiste nel servire per propria utilità o per diletto o per piacere che trovo in me, è imperfetto.
25° Lezione
L’amore si attua nel prossimo (1)
L’anima estirpa con decisione le vanità del cuore quando sa che io non voglio se non la sua santificazione. Se l’occhio vigila nella conoscenza di me e di sé, è continuamente a colloquio con Dio.
26° Lezione
L’amore si attua nel prossimo (2)
La preghiera vocale deve essere sempre accompagnata da quella mentale. Il demonio, nella sua superbia, non può sopportare la gente umile. L’orazione perfetta non è questione di molte parole, ma dipende dall’ardore del desiderio.
27° Lezione
L’inganno della consolazione (1)
Il mio servo che imperfettamente mi ama, cerca la consolazione grazie alla quale mi ama più di quanto cerchi me.
28° Lezione
L’inganno della consolazione (2)
A un certo punto l’anima, giunta all’amore perfetto, non guarda solamente il dono, ma guarda con l’occhio dell’intelletto l’affetto della carità di me donatore.
29° Lezione
Lo stato d’amore perfetto (1)
Il Sangue di Gesù è intriso e impastato col fuoco della divina carità, poiché per amore fu sparso.
30° Lezione
Lo stato d’amore perfetto (2)
In cima all’albero della carità stanno la pazienza, la fortezza e la perseveranza, che è coronata col lume della santissima fede.
31° Lezione
Il quarto stato dell’anima (1)
Non dobbiamo mai perdere la memoria del beneficio del sangue sparso per noi con tanto fuoco di amore.
32° Lezione
Il quarto stato dell’anima (2)
Durante l’unione perfetta la memoria si trova ricolma soltanto di me, l’intelletto è innalzato sino a specchiarsi nell’affetto della mia verità, e l’affetto ama e si unisce a ciò che l’occhio dell’intelletto vede.
33° Lezione
Il lume soprannaturale (1)
Coloro che sono giunti al quarto stato, anche se fosse loro possibile d’avere virtù senza fatica, non la vorrebbero, perché preferiscono dilettarsi in croce con Cristo.
34° Lezione
Il lume soprannaturale (2)
A un certo punto l’anima pena soltanto a rendere gloria e lode al mio nome, e con desiderio ardente si diletta di nutrirsi del cibo preso alla mensa della santissima croce.
35° Lezione
Le lacrime di fuoco (1)
C’è un pianto di fuoco, ossia di desiderio puro e santo, il quale si consuma per slancio d’amore […]. Così piange lo Spirito Santo.
36° Lezione
Le lacrime di fuoco (2)
I rami dei peccati mortali non si volgono che alla terra, di cui consiste la fragile e disordinata sostanza del mondo, e insaziabilmente, perché di questo non ci si sazia mai.
37° Lezione
I frutti dell’unione con Dio (1)
Nel quarto stato l’amore è tanto cresciuto che non soltanto sopporta le pene con pazienza, ma anzi, le desidera con gioia.
38° Lezione
I frutti dell’unione con Dio (2)
Io unii l’anima al corpo perché essa non montasse in superbia.
39° Lezione
Il difficile giudizio (1)
Tanto più l’anima si accosta a me, tanto più pura diventa, e quanto più si allontana, tanto più è immonda.
40° Lezione
Il difficile giudizio (2)
Io spesso mi sottraggo all’anima per condurla a perfezione.
41° Lezione
Il sole dell’Eucarestia (1)
[Dice il Signore]: mai si allenti il tuo desiderio di chiedere il mio aiuto, né si affievolisca la tua voce nel chiedermi di usare misericordia al mondo.
42° Lezione
Il sole dell’Eucarestia (2)
Usate il libero arbitrio nella virtù e nello zelo della carità finché avete tempo.
43° Lezione
I sacri ministri (1)
Ho considerato i miei ministri come angeli, e angeli in terra devono essere in questa vita, perché devono avere purezza angelica.
44° Lezione
I sacri ministri (2)
Io ho eletto questi miei ministri, a me consacrati, come amministratori del corpo e sangue del Figlio mio unigenito.
45° Lezione
I buoni pastori
La mia provvidenza vi sarà elargita nella stessa misura con cui sperate in me.
46° Lezione
I cattivi pastori
I cattivi pastori a me non rendono gloria, né a sé rendono onesta e santa la vita, né hanno desiderio della salvezza delle anime e fame della virtù.
47° Lezione
I vizi dei cattivi pastori
I sacerdoti indegni usano falsità e inganno nei confronti del Pontefice, si preoccupano delle cose temporali e non hanno cura di quelle spirituali. Ciò è di danno alla Santa Chiesa. Il peccato dell’uomo è sempre il medesimo.
48° Lezione
Il vizio di superbia nei cattivi pastori
La superbia, che si fonda sull’amor proprio, è l’origine e la sorgente di tutti gli altri vizi; toglie la capacità di conoscere. Il sacerdote è chiamato a correggere le persone e non a dare cattivi esempi. La misericordia di Dio può vincere anche il peccatore più ostinato.
49° Lezione
Avvilimento della dignità Sacerdotale
In punto di morte vedrai il danno che ti ha procurato la superbia, ti ha imbruttito per la mancanza di bene, e capirai che solo nella misericordia potrai trovare la salvezza della tua anima. La morte del giusto: la coscienza sveglia la ragione e assieme al libero arbitrio può riconoscere chi è amico e chi non lo è; porta l’anima verso il bene e combatte il male.
50° Lezione
La speranza nella misericordia
Con questa misericordia possono riattaccarsi alla speranza, se lo vogliono. Che se così non fosse, nessuno si salverebbe dalla disperazione: con la quale giungerebbero insieme ai demoni alla eterna dannazione. Li faccio sperare largamente nella mia misericordia, perché, una volta che se ne sono nutriti sin nel profondo dell’anima, giungendo alla morte accompagnati da questa speranza, non sono più tanto propensi ad abbandonarla a causa dei duri rimproveri che si odono fare.
51° Lezione
La fiducia nella provvidenza
Gli ho dato anche il sollievo della speranza, che egli gode quando col lume della santissima fede guarda al prezzo del sangue che è stato pagato per lui; questo prezzo gli fornisce la più salda speranza e la certezza della salvezza. La mia provvidenza non mancherà mai a chi la vorrà ricevere; cioè non mancherà a coloro che perfettamente sperano in me: chi spera in me, infatti, bussa e chiama in verità, non solo a parole ma con affetto e con il lume della fede.
52° Lezione
La provvidenza verso le anime
Ogni mia provvidenza verso le creature dotate di ragione è rivolta alla loro anima o al corpo. Infiniti sono i modi della mia provvidenza, che Io uso per l’anima del peccatore, al fine di trarlo dalla colpa del peccato mortale. I tengo in tanta pena e afflizione l’anima per mostrarle la mia provvidenza, affinché essa si fidi di me e non di se stessa.
53° Lezione
La provvidenza nei gradi di perfezione
Io provvedo ai perfetti per conservarli e provare la loro perfezione e farli crescere continuamente. La tribolazione è un segno di garanzia, che dimostra la perfetta carità dell’anima, e rivela, dove c’è, l’imperfezione. C’è la dolce e inestimabile mia provvidenza in quelle anime sofferenti, in purgatorio; poiché sono separate dal corpo, non hanno più tempo di farsi dei meriti: perciò io le ho provvedute con vostro mezzo affinché con elemosine, digiuni e preghiere fatte in stato di grazia, abbreviate loto il tempo della pena ricorrendo alla mia misericordia.
54° Lezione
L’obbedienza
Non c’è nessuno che possa giungere alla vita eterna se non è obbediente. La disobbedienza viene dalla superbia, la quale nasce dall’amore di sé, privandosi dell’umiltà. Tutta la vostra fede è fondata sull’obbedienza, perché è con l’obbedire che vi mostrate fedeli. Coloro che osservano la legge e sono obbedienti godono ed esultano nella mia eterna visione. Chi osserva la legge in questa vita gusta la pace, e nella vita beata riceve e si veste di pace perfettissima.
55° Lezione
L’obbedienza dei religiosi
Il perfetto obbediente vede da lontano, col lume della santissima fede, il male e il danno che gli deriverebbe dal possedere beni temporali e dall’andar con il peso della propria volontà. L’obbediente se ne sta nel giardino della vera continenza col sole del lume dell’intelletto, in cui è la pupilla della fede, ponendosi quale oggetto di contemplazione la mia Verità, dal momento che la Verità è il suo fine. La vera obbedienza si conserva meglio sulla via dell’umiltà, l’obbediente si sottomette al piccolo come al grande, al povero come al ricco, facendosi servo di tutti, non rifiutando mai alcuna fatica, e servendo tutti con carità.