Abito, causa (I-II, 51)

La generazione degli abiti

Articolo 1

Se qualche abito derivi dalla natura

Ci sono nell’uomo degli abiti naturali dovuti in parte alla natura e in parte a un altro principio; però nelle potenze conoscitive ciò avviene in modo diverso che in quelle appetitive.

Articolo 2

Se qualche abito sia causato dagli atti

Nell’agente talora si trova soltanto il principio attivo del suo agire […]. E in tale agente è impossibile che un abito sia causato dal suo atto […]. – Ci sono però degli agenti che hanno in se stessi sia il principio attivo, sia il principio passivo dei propri atti […]. In forza di questi atti può essere causato qualche abito nell’agente, non rispetto al primo principio attivo, ma rispetto a quel principio dell’atto che muove perché mosso.

Articolo 3

Se un abito possa essere prodotto da un solo atto

L’abito della virtù non può essere prodotto da un unico atto, ma da molti […].

È necessario perciò ricorrere a molti atti della ragione per produrre un abito in materia opinabile anche per quanto riguarda l’intelletto possibile; in tale intelletto invece si può produrre un abito di scienza con un unico atto della ragione. – Diversamente, per le facoltà conoscitive inferiori è necessario ripetere più volte i medesimi atti per imprimere l’oggetto nella memoria […].

È possibile invece produrre con un unico atto gli abiti del corpo.

Articolo 4

Se nell’uomo alcuni abiti siano infusi da Dio

Alcuni abiti dell’uomo vanno attribuiti all’infusione da parte di Dio per due motivi: primo, perché tendono a un fine che supera le facoltà umane; secondo, perché Dio, agendo senza l’aiuto delle cause naturali, mostra la sua potenza.