Abito, diminuzione e perdita (I-II, 53)

La dissoluzione e la diminuzione degli abiti

Articolo 1

Se un abito possa dissolversi

Una forma è distrutta direttamente dal suo contrario, e indirettamente mediante la distruzione del soggetto. Se quindi esiste un abito il cui soggetto è corruttibile e la cui causa può essere contrariata, tale abito è soggetto alla distruzione in entrambi i modi. – Invece gli abiti il cui soggetto è incorruttibile non possono subire una dissoluzione indiretta […]. Perciò un abito scientifico non può avere una dissoluzione indiretta rispetto all’intelletto possibile, ma può subirla limitatamente alle facoltà sensitive […]. Per cui se nell’intelletto possibile esiste un abito causato immediatamente dall’intelletto agente, tale abito è incorruttibile, sia direttamente che indirettamente. [In caso diverso] è possibile che mediante un ragionamento falso si distrugga l’abito dell’opinione vera, oppure della scienza. E il Filosofo [Aristotele] dice che «l’errore corrompe la scienza».

Ci sono poi delle virtù che sono intellettuali e risiedono nella ragione stessa: la loro condizione è identica a quella della scienza o dell’opinione […]. Perciò gli abiti delle virtù e dei vizi possono essere distrutti dal giudizio della ragione che muove in direzione contraria.

Articolo 2

Se un abito possa diminuire

Gli abiti in due modi possono diminuire, come in due modi possono crescere.

Articolo 3

Se gli abiti possano dissolversi o diminuire per la sola mancanza di esercizio

Crescendo col passare del tempo tutte le disposizioni contrarie ai vari abiti, che invece andrebbero eliminate con gli atti, è chiaro che tali abiti vengono menomati, oppure totalmente distrutti per la prolungata mancanza di esercizio.