Alleanza, antica (I-II, 98-105)

La legge antica

Articolo 1

Se la legge antica fosse buona

La legge antica è buona, ma imperfetta.

Articolo 2

Se la legge antica fosse da Dio

La legge antica è stata data da quel medesimo Dio dal quale fu compiuta la salvezza degli uomini mediante la grazia di Cristo.

Articolo 3

Se la legge antica sia stata data per mezzo di angeli

Era conveniente che la legge perfetta del Nuovo Testamento fosse data immediatamente da Dio fattosi uomo, mentre la legge antica fosse data agli uomini dai ministri di Dio, cioè dagli angeli.

Articolo 4

Se la legge antica dovesse essere data al solo popolo ebraico

Dio elargì la legge e gli altri benefici speciali a quel popolo per la promessa fatta ai loro padri che da essi sarebbe nato il Cristo.

Articolo 5

Se tutti gli uomini fossero obbligati a osservare la legge antica

Quanto al suo contenuto di legge morale, l’antica legge obbligava tutti alla sua osservanza: non in quanto legge antica, ma in quanto legge naturale. Quanto invece agli altri precetti, propri della legge antica, solo il popolo ebraico era tenuto a osservarli.

Articolo 6

Se era giusto che la legge antica fosse data al tempo di Mosè

Era giustissimo che la legge antica fosse data al tempo di Mosè; e ciò per reprimere l’umana superbia […].

Quanto ai buoni invece la legge antica doveva essere data fra la legge di natura e la legge della grazia.

 

I precetti della legge antica

Articolo 1

Se la legge antica contenga un unico precetto

Tutti i precetti della legge antica sono un precetto unico per il loro ordine a un unico fine, ma sono molteplici per la diversità delle cose ordinate a tale fine.

Articolo 2

Se la legge antica contenga dei precetti morali

Era necessario che nella legge antica non mancassero dei precetti riguardanti gli atti delle virtù. E questi sono appunto i precetti morali della legge.

Articolo 3

Se oltre ai precetti morali la legge antica contenga dei precetti cerimoniali

I precetti della legge riguardanti il culto di Dio vengono detti propriamente cerimoniali.

Articolo 4

Se oltre ai precetti morali e cerimoniali ci siano anche dei precetti giudiziali o legali

La determinazione del precetto generico di osservare la giustizia tra gli uomini avviene mediante i precetti giudiziali, o legali.

E in base a ciò bisogna ammettere tre generi di precetti nell’antica legge: i precetti morali […], quelli cerimoniali e quelli giudiziali.

Articolo 5

Se oltre a quelli morali, giudiziali e cerimoniali ci siano nella legge antica altri precetti

I precetti morali, cerimoniali e giudiziali abbracciano tutti i precetti della legge; le altre cose invece non sono dei precetti, ma sono ordinate all’osservanza di quelli.

Articolo 6

Se la legge antica dovesse indurre all’osservanza dei precetti
con promesse e minacce di ordine temporale

Era conveniente che l’antica legge conducesse gli uomini a Dio mediante dei beni temporali, a cui sono affezionati gli uomini imperfetti.

 

I precetti morali della legge antica

Articolo 1

Se tutti i precetti morali appartengano alla legge naturale

È evidente che tutti i precetti morali, sia pure in maniera diversa, appartengono alla legge naturale: poiché questi precetti hanno per oggetto i buoni costumi, e questi sono tali perché concordano con la retta ragione, dato che qualsiasi giudizio della ragione umana deriva in qualche modo dalla ragione naturale.

Articolo 2

Se i precetti morali della legge riguardino gli atti di tutte le virtù

È necessario che tali atti vengano distinti secondo i diversi tipi di società.

Ora, i precetti della legge umana si limitano agli atti della giustizia [, propri della società degli uomini].

La legge divina invece riguarda la società degli uomini con Dio, per cui propone giustamente dei precetti che riguardano gli atti di tutte le virtù. Alcuni atti però, indispensabili per salvare l’ordine della virtù, che è l’ordine della ragione, cadono sotto l’obbligo del precetto; altri invece, che contribuiscono a rendere perfetta la virtù, cadono sotto l’ammonimento del consiglio.

Articolo 3

Se tutti i precetti morali dell’antica legge si riconducano ai dieci precetti del decalogo

Al decalogo appartengono quei precetti di cui l’uomo riceve la conoscenza direttamente da Dio […]. E così tra i precetti del decalogo sono omesse due categorie di precetti: i precetti primari e comuni […], e quelli che vengono riscontrati conformi alla ragione in seguito a un’indagine accurata dei sapienti […]. Tuttavia sia gli uni che gli altri sono contenuti nei precetti del decalogo, sia pure in maniera diversa.

Articolo 4

Se i precetti del decalogo siano ben divisi

Sant’Agostino stabilisce tre precetti in ordine a Dio e sette in ordine al prossimo.

Articolo 5

Se i precetti del decalogo siano convenientemente enumerati

È necessario che nella legge divina prima di tutto siano dati dei precetti che ordinano l’uomo a Dio, e in secondo luogo dei precetti che ordinano l’uomo alle altre persone con le quali egli convive sotto il governo di Dio.

Articolo 6

Se i dieci precetti del decalogo siano convenientemente ordinati

Essi furono dati immediatamente da Dio. Quindi sono convenientemente ordinati.

Articolo 7

Se i precetti del decalogo siano convenientemente formulati

I precetti della legge sono redatti nel debito modo.

Articolo 8

Se si possa dispensare dai precetti del decalogo

Se si danno dei precetti che implicano la conservazione stessa del bene comune, oppure l’ordine stesso della giustizia e dell’onestà, tali precetti contengono l’intenzione stessa del legislatore: quindi non ammettono dispensa […]. Se invece a sostegno di tali norme venissero emanati altri precetti, questi ammetterebbero dispensa […]. Quindi i precetti del decalogo non ammettono alcuna dispensa.

Articolo 9

Se ricada sotto il precetto il modo virtuoso di adempierlo

Ricade propriamente sotto il precetto quanto la legge colpisce con una pena.

Il primo elemento dell’atto virtuoso è che uno agisce scientemente. – Il secondo elemento è che agisce volontariamente, cioè deliberatamente per un dato scopo. Il terzo elemento è che uno agisca e si comporti con fermezza. E così la maniera virtuosa dell’atto non ricade sotto il precetto né della legge divina né della legge umana.

Articolo 10

Se ricada sotto il precetto l’adempierlo secondo il modo della carità

Come atto a sé stante ricade sotto il precetto della legge che direttamente lo riguarda: «Amerai il tuo prossimo».

Diversamente, un atto di carità può essere considerato come modo o formalità degli atti delle altre virtù. E in questo senso la formalità propria della carità non ricade sotto il precetto.

Articolo 11

Se sia giusto distinguere altri precetti morali della legge oltre al decalogo

Ci sono altri precetti la cui ragione non è chiara per tutti, ma solo per i sapienti; e questi sono precetti morali aggiunti al decalogo. Essi si riallacciano ai comandamenti del decalogo come altrettanti corollari.

Articolo 12

Se i precetti morali dell’antica legge potessero giustificare

Che i precetti giustificassero nel senso di disporre alla grazia santificante di Cristo e di simboleggiarla, è evidente. Non potevano però giustificare causando la giustizia.

Se poi col termine giustificazione intendiamo l’esecuzione di cose giuste, allora tutti i precetti della legge giustificavano: tuttavia in modo diverso.

 

I precetti cerimoniali in se stessi

Articolo 1

Se la ragione specifica dei precetti cerimoniali
stia nel fatto che sono ordinati al culto di Dio

I precetti cerimoniali determinano quelli morali in ordine a Dio. Così si dicono propriamente cerimoniali quei precetti che riguardano il culto di Dio.

Articolo 2

Se i precetti cerimoniali siano figurali

Essendo l’uomo composto di anima e di corpo, sia l’uno che l’altro componente deve essere applicato al culto di Dio: l’anima per onorarlo con il culto interno e il corpo per onorarlo con il culto esterno. Il culto esterno è ordinato a quello interno […].

Nello stato di beatitudine futura il culto esterno non consisterà in qualche figura, ma solo nella lode di Dio che sgorga dalla conoscenza e dall’affetto interiore […]. Era poi necessario che il culto dell’antica legge non si limitasse a figurare la verità che in futuro doveva essere manifestata nella patria, ma che figurasse anche Cristo, il quale è la via che conduce alla verità della patria.

Articolo 3

Se i precetti cerimoniali dovessero essere molteplici

Nel popolo ci sono due categorie di uomini: alcuni sono portati al male, altri invece sono inclini al bene […]. Ora, per entrambe le categorie era giusto che nell’antica legge i precetti cerimoniali fossero molteplici.

Articolo 4

Se le cerimonie dell’antica legge siano ben divise in «sacrifici»,
«cose sacre», «sacramenti», «osservanze»

Il culto consiste specialmente nei sacrifici. – Gli strumenti del culto erano invece le cose sacre. – Riguardo agli adoratori poi si possono considerare due cose, cioè la loro iniziazione al culto divino […], e allora abbiamo i sacramenti. Oppure il loro particolare modo di vivere […] e allora abbiamo le osservanze.

 

Le cause dei precetti cerimoniali

Articolo 1

Se i precetti cerimoniali abbiano una causa o ragion d’essere

[…]. I precetti cerimoniali sono ordinati a un fine in base al quale si possono determinare le ragioni che li giustificano.

Articolo 2

Se i precetti cerimoniali abbiano una ragion d’essere anche per il loro senso letterale,
o solo per quello figurale

[…]. Il fine dei precetti cerimoniali è duplice […]. Perciò le ragioni dei precetti cerimoniali possono venire desunte da due fonti distinte. Primo, dalle esigenze del culto divino praticato negli antichi tempi. E queste ragioni riguardano il senso letterale […]. – Secondo, le ragioni possono venire desunte dall’ordine di questi precetti a prefigurare Cristo. E in questo senso abbiamo di essi ragioni di ordine figurale o mistico.

Articolo 3

Se si possa trovare una ragione plausibile delle cerimonie riguardanti i sacrifici

Sia secondo il senso letterale sia secondo quello figurale o mistico è possibile stabilire la causa delle cerimonie riguardanti i sacrifici […]. Il retto ordinamento dell’anima a Dio implica il riconoscimento da parte dell’uomo che quanto egli possiede viene da Dio come dal primo principio, e che egli deve ordinare a Dio come al suo ultimo fine tutte le cose. E ciò veniva rappresentato nelle offerte e nei sacrifici […].

Si possono poi spiegare le cerimonie suddette anche in base al fatto che erano dei mezzi per distogliere dai sacrifici degli idoli.

[Ma soprattutto] le ragioni dei sacrifici figurali dell’antica legge vanno desunte dal vero sacrificio di Cristo.

Articolo 4

Se sia possibile determinare una ragione plausibile delle cerimonie relative alle cose sacre

[…]. Era necessario ordinare al culto di Dio dei giorni speciali, una dimora speciale e degli arredi e ministri speciali, per indurre gli uomini a un maggiore rispetto verso Dio […].

Articolo 5

Se vi sia una ragione che spieghi i sacramenti dell’antica legge

Tutto ciò aveva delle motivazioni ragionevoli, sia letterali, in quanto era ordinato al culto divino di quel tempo, sia figurali o mistiche, in quanto ordinato a prefigurare Cristo, come vedremo nei singoli casi […].

Articolo 6

Se le osservanze cerimoniali avessero un motivo ragionevole

Negli usi del popolo ebraico, e specialmente dei sacerdoti, ci dovevano essere delle cose speciali adatte a tale culto, sia spirituale che corporale […].

Di queste osservanze ci possono essere due serie di ragioni: la prima basata sul loro rapporto al culto divino; l’altra basata sulla loro corrispondenza figurale alla vita dei cristiani.

 

La durata dei precetti cerimoniali

Articolo 1

Se le cerimonie legali esistessero già prima della legge

Prima della legge vi furono delle cerimonie: non però cerimonie legali, in quanto non istituite da alcun legislatore.

Articolo 2

Se le cerimonie dell’antica legge avessero allora la virtù di giustificare

Nell’antica legge si conoscevano due tipi di immondezza, la prima spirituale, la seconda corporale, che rendeva inabili al culto divino. Le cerimonie dell’antica legge avevano il potere di giustificare da quest’ultima immondezza […]. Non avevano invece il potere di liberare dall’immondezza dell’anima, cioè dalla colpa […].

Tuttavia nel tempo della legge l’anima dei fedeli poteva unirsi con la fede a Cristo incarnato e immolato: e così dalla fede essi venivano giustificati. E di questa fede l’osservanza delle cerimonie era una professione, in quanto esse prefiguravano Cristo.

Articolo 3

Se le cerimonie dell’antica legge siano cessate con la venuta di Cristo

Nello stato della nuova legge fu necessario introdurre altre cerimonie proporzionate allo stato del culto divino di questo tempo, in cui i beni celesti rimangono futuri, ma i benefici di Dio che ad essi introducono sono ormai presenti.

Articolo 4

Se dopo la passione si possano osservare le cerimonie legali senza peccato mortale

Come peccherebbe mortalmente chi adesso, nel professare la fede, dicesse che Cristo deve nascere, cosa che gli antichi invece dicevano con tutta pietà e verità, così peccherebbe mortalmente chi osservasse ancora le cerimonie che gli antichi osservavano con pietà e con fede.

 

I precetti giudiziali

Articolo 1

Se il costitutivo dei precetti giudiziali sia il fatto che essi sono ordinati al prossimo

Il costitutivo dei precetti giudiziali abbraccia due elementi: che si tratti di doveri degli uomini tra loro, e che il potere di obbligare non derivi dalla sola ragione, ma da una disposizione positiva.

Articolo 2

Se i precetti giudiziali abbiano un valore figurale

I precetti giudiziali dell’antica legge non sono figurali direttamente, ma indirettamente.

Articolo 3

Se i precetti giudiziali dell’antica legge obblighino in perpetuo

I precetti giudiziali non avevano il potere di obbligare in perpetuo, ma furono abrogati con la venuta di Cristo: però in modo diverso da quelli cerimoniali. Infatti i precetti giudiziali sono anch’essi morti, in quanto privi di obbligatorietà, ma non sono mortiferi, come quelli cerimoniali.

Articolo 4

Se i precetti giudiziali possano avere una chiara divisione

I precetti giudiziali della legge antica, che ordinavano gli uomini tra loro, si dividevano secondo le varie distinzioni dell’ordinamento umano, nel quale si possono riscontrare quattro tipi di rapporti: tra i principi e il popolo, dei sudditi tra loro, con gli stranieri, con la gente di casa.

 

I motivi dei precetti giudiziali

Articolo 1

Se l’antica legge abbia ben disposto riguardo ai principi

L’ordinamento riguardo ai principi istituito dalla legge era il migliore.

Articolo 2

Se fossero giusti i precetti giudiziali relativi ai rapporti sociali del popolo

L’antica legge ordinò in maniera adeguata la vita sociale del popolo.

Articolo 3

Se i precetti giudiziali relativi agli stranieri fossero ragionevoli

Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: uno di pace, l’altro di guerra. E rispetto all’uno e all’altro la legge conteneva precetti giusti.

Articolo 4

Se l’antica legge avesse dato buoni precetti riguardo alle persone di famiglia

Nella vita familiare ci possono essere tre specie di rapporti: padrone e schiavo, marito e moglie, padre e figlio. E rispetto a tutti e tre questi rapporti l’antica legge diede dei precetti opportuni.