ANALOGIA (1, 32-34)

(I, 32) Di Dio e delle altre cose non può dirsi nulla in modo univoco

Se un effetto raggiunge la specie della propria causa, non riceve la predicazione univoca di un dato termine se non riceve l’identica forma specifica secondo il medesimo modo di essere che ha nella causa. Ora, le forme ricevute da Dio non sono ricevute secondo l’identico modo di essere che hanno in Dio, poiché in Dio non c’è nulla che non si identifichi con l’essere divino, come si è visto [c. 23]; il che non avviene nelle altre cose. Ciò che viene detto di più cose in senso univoco, almeno intellettualmente è qualcosa di più semplice rispetto ad esse. Ora, nulla è più semplice di Dio né in realtà né intellettualmente. Quindi …

(I, 33) Non tutti i nomi attribuiti a Dio e alle creature si dicono in modo puramente equivoco

Dove c’è pura equivocità non si nota nessuna somiglianza tra le varie cose, ma la sola comunanza di terminologia. Invece tra le cose e Dio si ha un certo grado di somiglianza [cf. c. 29]. Quando di più cose si predica lo stesso attributo per pura equivocità, dalla conoscenza dell’una non possiamo risalire alla conoscenza dell’altra […]. Ora invece, da quanto si riscontra negli altri esseri arriviamo alla conoscenza di Dio. Quindi …

(I, 34) I vocaboli usati per Dio e per le creature hanno valore analogico

L’analogia si può avere in due modi. Primo, mediante il riferimento di più cose a un’unica realtà: come quando, in relazione all’unica salute [dell’animale], il termine sano si applica all’animale che ne è il soggetto, alla medicina che la procura, al cibo che la conserva, all’urina che ne è il segno. Secondo, nel caso in cui l’ordine o la relazione di due cose non si riferisce a una terza, ma a una di esse: ente, per esempio, si dice della sostanza e dell’accidente in quanto quest’ultimo dice relazione alla sostanza, non perché la sostanza e l’accidente si riferiscano a una terza realtà. Ora, i nomi a cui accenniamo si riferiscono analogicamente a Dio e alle altre cose non nella prima maniera, poiché nel caso bisognerebbe supporre qualche cosa di anteriore a Dio, ma nella seconda.