ANIMA, creazione (2, 85-88)

(II, 85) L’anima non è della sostanza di Dio

Sopra [I, c. 15] si è mostrato che la sostanza divina è eterna, senza che in essa si produca qualcosa di nuovo. Le anime umane invece non esistevano prima dei corpi [cf. cc. 83 ss.]. Quindi l’anima non può essere della sostanza di Dio. Ciò di cui viene fatto qualcosa, in qualche modo muta. Ora, Dio è del tutto immutabile [cf. I, c. 10]. Non è dunque possibile che qualcosa sia fatto di lui.

(II, 86) L’anima umana non si trasmette col seme 

La trasmissione del seme è ordinata alla generazione del corpo. Quindi l’anima nutritiva e sensitiva comincia a esistere mediante la trasmissione del seme; non così invece l’anima intellettiva. Qualsiasi forma che venga all’essere mediante la trasmutazione della materia è una forma edotta dalla potenza della materia […]. Ora, l’anima intellettiva non può essere edotta dalla potenza della materia [cf. c. 78]. Quindi neppure mediante l’influsso della virtù che risiede nel seme.

(II, 87) L’anima umana è prodotta da Dio per creazione

L’anima umana, non essendo composta di materia, non può essere prodotta da una materia preesistente. È necessario quindi che venga prodotta dal nulla, ossia che venga creata. Perciò, essendo la creazione opera propria di Dio [cf. c. 21], ne viene che essa è creata immediatamente solo da Dio […]. Ciò sembra essere accennato anche dalla Sacra Scrittura [Gen 1]. Parlando infatti della produzione degli altri animali, essa attribuisce ad altre cause le loro anime, dicendo: «Producano le acque rettili animati e viventi». Venendo però all’uomo mostra che la sua anima è creata da Dio dicendo: «Dio formò l’uomo col fango della terra, e gli soffiò sul volto un alito di vita» (Gen 2,7). Viene così escluso l’errore di quanti dicevano che le anime sono create dagli angeli.

(II, 88) Ragioni per provare che l’anima umana è causata dal seme

L’anima sensitiva dell’uomo deriva, come quella degli altri animali, dalla virtù esistente nel seme. Ora, nell’uomo l’anima sensitiva si identifica sostanzialmente con l’anima intellettiva [cf. c. 58]. Sembra quindi che l’anima intellettiva venga prodotta dalla virtù del seme. È necessario che un’unica azione di un’unica causa agente abbia come termine l’essere sia dell’anima che del corpo. Ora, si sa che il corpo viene prodotto mediante l’esercizio della virtù del seme. Quindi da esso, e non da un agente separato, deriva anche l’anima, che ne è la forma.