ANIMA, situazione dopo la morte (4, 90-95)

(IV, 90) In che modo le sostanze incorporee siano tormentate dal fuoco materiale

Sono tormentate dal fuoco per un certo legame con esso […]. Ed è per esse un tormento sapere di essere legate come pena a delle realtà infime e abiette […]. Ed è anche giusto che per punizione la natura ragionevole che pecca sia sottoposta e in qualche modo legata a esseri inferiori. E ciò vale per essa come pena del senso.

(IV, 91) Le anime ricevono la pena o il premio subito dopo la separazione dal corpo

Non c’è nessuna ragione per cui dovrebbero essere differiti la pena e il premio, dal momento che l’anima è capace dell’una e dell’altro. – Sembra giusto che le anime, nelle quali per prime ci fu la colpa e il merito, siano anche per prime punite o premiate.

(IV, 92) Dopo la morte le anime dei santi hanno la volontà immutabile nel bene immutabile

[1]. Fino a che l’anima può mutare o dal bene al male o dal male al bene, è in uno stato di combattimento e di guerra […]. Quando invece si separa dal corpo non sarà più in tale stato, ma in condizione di ricevere il premio o il castigo secondo che ha combattuto bene o male. – [4]. Chiunque è soddisfatto di ciò che ha non cerca altro fuori di esso. Ora, tale è la condizione dei santi.

(IV, 93) Dopo la morte le anime dei malvagi hanno la volontà immutabile nel male

[1]. Nel Terzo Libro [c. 144] abbiamo dimostrato che al peccato mortale è dovuta una pena eterna. Ora, la pena delle anime dannate non sarebbe eterna se potessero mutare in meglio la loro volontà. Quindi … [3]. La volontà non può passare dal peccato al bene se non per la grazia di Dio, come si è detto [III, c. 157]. Ora, da tale grazia i dannati sono totalmente esclusi.

(IV, 94) L’immutabilità della volontà nelle anime del purgatorio

Le anime che portano con sé qualcosa da espiare, quanto al fine sono concordi con le anime beate: poiché esse partono da questo mondo con la carità, con la quale siamo uniti a Dio come al nostro fine. Quindi anch’esse avranno una volontà immutabile [nel bene].

(IV, 95) L’immutabilità della volontà in tutte le anime separate dal corpo

Quando sarà separata dal corpo, l’anima non sarà più nella condizione di muoversi verso il fine, ma si riposerà nel fine conseguito. Dunque la volontà dell’anima separata resterà allora immobile quanto al desiderio dell’ultimo fine.