Atti umani, intenzione (I-II, 12)

L’intenzione

Articolo 1

Se l’intenzione sia un atto dell’intelletto o della volontà

L’intenzione propriamente è un atto della volontà.

Articolo 2

Se l’intenzione abbia per oggetto soltanto l’ultimo fine

Sebbene l’intenzione riguardi sempre il fine, non è necessario tuttavia che si tratti sempre del fine ultimo.

Articolo 3

Se si possano perseguire simultaneamente due oggetti

Se le due cose sono ordinate tra loro è evidente, in base a quanto si è già detto, che un uomo può portare simultaneamente la sua intenzione su molte cose […].

E anche se si prendono cose tra loro non ordinate, l’uomo può perseguirne simultaneamente più di una.

Articolo 4

Se sia un identico atto l’intenzione del fine e la volizione dei mezzi

Se la volontà si porta distintamente e direttamente su entrambe le cose, allora, assolutamente parlando, abbiamo due moti della volontà. – Se invece la volontà si porta sui mezzi in vista del fine, allora è numericamente unico il moto della volontà che tende al fine e ai mezzi.

Articolo 5

Se l’intenzione si trovi anche negli animali irrazionali

Se si dice che tende al fine tutto ciò che è mosso da altri, allora si può affermare che la natura ha l’intenzione del fine, in quanto è mossa da Dio. E in questo modo anche gli animali bruti tendono a Dio. – Se invece l’intenzione del fine è riservata al soggetto che ordina il moto di qualcosa, o suo o di altri al fine, allora gli animali non hanno l’intenzione del fine.