Atti umani, volontarietà (I-II, 6)

La volontarietà e l’involontarietà degli atti

Articolo 1

Se negli atti umani ci sia la volontarietà

Poiché soprattutto l’uomo conosce il fine del suo agire e muove se stesso, soprattutto nei suoi atti si deve trovare la volontarietà.

Articolo 2

Se la volontà si trovi negli animali bruti

Soltanto la natura razionale possiede la volontarietà perfetta. Tuttavia una certa volontarietà imperfetta compete anche agli animali bruti.

Articolo 3

Se ci possa essere volontarietà senza alcun atto

Ci può essere volontarietà senza l’atto esterno, quando si vuole non agire; oppure anche senza l’atto interno, quando ci si astiene dal volere.

Articolo 4

Se si possa fare violenza alla volontà

La volontà può subire violenza rispetto agli atti da essa comandati, ma non rispetto al suo atto proprio.

Articolo 5

Se la violenza produca atti involontari

Ciò che è contrario alla volontà viene detto involontario. Quindi la violenza causa l’involontario.

Articolo 6

Se il timore possa causare atti involontari in assoluto

Le azioni compiute per timore sono più volontarie che involontarie, poiché sono volontarie in assoluto e involontarie sotto un certo aspetto.

Articolo 7

Se la concupiscenza possa causare atti involontari

La concupiscenza contribuisce più a rendere volontaria un’azione che a renderla involontaria.

Articolo 8

Se l’ignoranza possa causare atti involontari

L’ignoranza concomitante, che porta a fare una cosa che si vorrebbe in ogni modo, produce un atto non volontario; l’ignoranza conseguente, cioè voluta, non può causare un atto involontario in assoluto, sebbene possa causarlo sotto un certo aspetto; l’ignoranza antecedente, che porta a fare una cosa che altrimenti non si vorrebbe, causa un involontario in assoluto.