Bambini, vita religiosa (II-II, 88, 9; 189, 5)

Il voto

Articolo 9

Se i fanciulli possano obbligarsi con un voto a entrare in religione

Se il fanciullo, o la bambina, prima della pubertà, è privo dell’uso di ragione, in nessun modo può obbligarsi con voto a qualcosa. Se invece ha raggiunto l’uso della ragione, per quanto dipende da lui può obbligarsi, ma il suo voto può essere invalidato dai genitori, ai quali egli rimane soggetto. In ogni modo, per quanto sia capace di inganno, prima della pubertà non può obbligarsi con i voti solenni alla vita religiosa […]. – Invece dopo gli anni della pubertà i ragazzi possono legarsi alla vita religiosa, sia con i voti semplici che con i voti solenni, indipendentemente dalla volontà dei genitori.

 

L’entrata in religione

Articolo 5

Se nella vita religiosa si debbano ricevere i bambini

Se un bambino prima degli anni della pubertà ha fatto un voto semplice, senza avere ancora il perfetto uso della ragione, non è obbligato dal voto. – Se egli invece ha l’uso della ragione prima della pubertà, di per sé è obbligato dal voto; tuttavia l’obbligo può essere annullato dall’autorità del padre, sotto la cui potestà egli ancora si trova […]. – Se infine uno ha superato gli anni della pubertà, il voto non può essere annullato dall’autorità dei genitori; se però non avesse ancora raggiunto il perfetto uso della ragione, davanti a Dio non sarebbe obbligato.

Il secondo tipo di voto è quello solenne. In questo caso la professione fatta prima della pubertà, per quanto uno abbia il perfetto uso di ragione e sia capace di ingannare, non ha il suo effetto, non rende cioè chi la emette un vero religioso […].

I bambini però possono essere accolti in una comunità religiosa, con il consenso dei genitori, per esservi educati.