Beatitudine, fine ultimo (I-II, 1-5)

Il fine ultimo dell’uomo

Articolo 1

Se appartenga all’uomo agire per un fine

È necessario che tutte le azioni umane siano per un fine.

Articolo 2

Se agire per un fine sia una proprietà esclusiva della natura razionale

È necessario che tutti gli agenti agiscano per un fine […]. È però proprio della natura razionale tendere al fine muovendo e guidando se stessa al suo raggiungimento, mentre la natura priva di ragione è come guidata da altri.

Articolo 3

Se gli atti umani ricevano la loro specificazione dal fine

Gli atti umani, considerati sia come azioni, che come passioni, ricevono la loro specie dal fine.

Articolo 4

Se esista un fine ultimo della vita umana

È da escludersi sotto tutti gli aspetti un vero processo all’infinito nell’ordine dei fini.

Articolo 5

Se un uomo possa avere più fini ultimi

È impossibile che la volontà di un uomo si trovi a volere diversi oggetti come fini ultimi.

Articolo 6

Se l’uomo voglia tutto ciò che vuole in ordine al fine ultimo

Necessariamente l’uomo desidera tutto ciò che vuole in ordine al fine ultimo.

Articolo 7

Se il fine ultimo sia unico per tutti gli uomini

Stando alla ragione di ultimo fine tutti concordano nel desiderio del fine ultimo […]. Non tutti invece concordano nell’ultimo fine quando si tratta di stabilire l’oggetto in cui la suddetta ragione si trova.

Articolo 8

Se le altre creature concordino anch’esse nella ricerca di questo ultimo fine

Se parliamo del fine ultimo sotto l’aspetto oggettivo, allora tutti gli esseri concordano con l’uomo nell’ultimo fine […]. Se invece parliamo del fine ultimo considerando il conseguimento di esso, allora le creature prive di ragione non concordano con l’uomo.

 

I costitutivi della beatitudine umana

Articolo 1

Se la beatitudine dell’uomo consista nelle ricchezze

È impossibile che la beatitudine, fine ultimo dell’uomo, consista nelle ricchezze.

Articolo 2

Se la beatitudine dell’uomo consista negli onori

L’onore può derivare dalla beatitudine, ma non può esserne il costitutivo.

Articolo 3

Se la beatitudine dell’uomo consista nella gloria

È impossibile che la beatitudine dell’uomo consista nella fama, ossia nella gloria umana.

Articolo 4

Se la beatitudine dell’uomo consista nel potere

È impossibile che la beatitudine dell’uomo consista nel potere.

Articolo 5

Se la beatitudine dell’uomo consista in qualche bene del corpo

È impossibile che la beatitudine dell’uomo consista nei beni del corpo.

Articolo 6

Se la beatitudine dell’uomo consista nel piacere

Il piacere corporeo non può costituire né la beatitudine, né un suo accidente proprio.

Articolo 7

Se la beatitudine dell’uomo consista in qualche bene dell’anima

La beatitudine è qualcosa dell’anima, ma l’oggetto che la costituisce è qualcosa al di fuori di essa.

Articolo 8

Se la beatitudine dell’uomo consista in qualche bene creato

È impossibile che la beatitudine umana si trovi in un bene creato […]. Essa si trova soltanto in Dio.

 

L’essenza della beatitudine

Articolo 1

Se la beatitudine sia qualcosa di increato

Se consideriamo la beatitudine umana in rapporto alla sua causa e al suo oggetto, allora è qualcosa di increato; se invece ne consideriamo l’essenza, allora la beatitudine è qualcosa di creato.

Articolo 2

Se la beatitudine sia un’attività

È necessario affermare che la beatitudine dell’uomo, in quanto è qualcosa di creato esistente in lui, è un’operazione, o attività.

Articolo 3

Se la beatitudine sia un’attività della parte sensitiva o soltanto di quella intellettiva

L’attività sensitiva non può appartenere alla beatificazione in maniera essenziale […], però le attività dei sensi possono far parte della beatitudine o come antecedenti o come conseguenti.

Articolo 4

Se la beatitudine sia un atto dell’intelletto o della volontà

È impossibile che la felicità stessa, nella sua essenza, consista in un atto della volontà […].

L’essenza della beatitudine consiste in un atto dell’intelletto; alla volontà però spetta il godimento che accompagna la beatitudine.

Articolo 5

Se la beatitudine sia un’operazione dell’intelletto speculativo o dell’intelletto pratico

La beatitudine consiste in un’operazione più dell’intelletto speculativo che dell’intelletto pratico.

Articolo 6

Se la beatitudine consista nell’esercizio della scienza speculativa

La felicità non può consistere essenzialmente nell’esercizio delle scienze speculative […]. Tuttavia nell’esercizio di tali scienze si trova una certa partecipazione della vera e perfetta beatitudine.

Articolo 7

Se la beatitudine consista nel conoscere le sostanze separate, cioè gli angeli

Rimane provato che solo Dio è la verità per essenza, e che solo la contemplazione di lui rende perfettamente felici. Tuttavia nulla impedisce che si possa riscontrare nella contemplazione degli angeli una certa beatitudine imperfetta, e anche maggiore che nell’esercizio delle scienze speculative.

Articolo 8

Se la beatitudine umana consista nella visione dell’essenza divina

La felicità ultima e perfetta non può trovarsi che nella visione dell’essenza divina.

 

I requisiti della beatitudine

Articolo 1

Se il godimento sia un requisito della beatitudine

Il godimento è richiesto nella beatitudine quale elemento concomitante.

Articolo 2

Se nella beatitudine la visione sia più importante del godimento

L’operazione dell’intelletto, ossia la visione, deve essere superiore al godimento.

Articolo 3

Se per la beatitudine si richieda la comprensione

Per la beatitudine è necessario il concorso di queste tre cose: della visione, che è la conoscenza perfetta del fine intelligibile, della comprensione, che implica la presenza di questo fine, del godimento o fruizione, che implica l’acquietarsi di chi ama nell’oggetto amato.

Articolo 4

Se la beatitudine richieda la rettitudine della volontà

Non ci può essere beatitudine senza la rettitudine della volontà.

Articolo 5

Se per la beatitudine dell’uomo si richieda anche il corpo

È evidente che per la felicità di questa vita si richiede necessariamente il corpo […]. Tuttavia, siccome la perfetta beatitudine dell’uomo consiste nella visione dell’essenza divina, la perfetta beatitudine umana non dipende dal corpo. Quindi l’anima può essere beata senza il corpo […].

Il corpo però appartiene alla beatitudine come elemento integrativo.

Articolo 6

Se si richieda per la beatitudine il benessere del corpo

Per quanto riguarda la beatitudine raggiungibile nella vita presente, è chiaro che essa richiede necessariamente la buona disposizione del corpo […].

Per quanto riguarda poi la beatitudine totalmente perfetta, tra i suoi requisiti c’è anche la buona disposizione del corpo, sia come condizione previa, sia come conseguenza.

Articolo 7

Se per la beatitudine si richiedano dei beni esteriori

Per la beatitudine imperfetta quale può aversi in questa vita sono richiesti anche i beni esteriori come elementi non essenziali, ma strumentali, della felicità […].

Per la beatitudine perfetta invece, consistente nella visione di Dio, tali beni non sono per nulla richiesti.

Articolo 8

Se per la beatitudine sia necessaria la compagnia degli amici

La compagnia degli amici dà completezza alla beatitudine.

 

Il conseguimento della beatitudine

Articolo 1

Se l’uomo possa conseguire la beatitudine

L’uomo può conseguire la beatitudine.

Articolo 2

Se un beato possa essere più felice di un altro

Non quanto al bene stesso che è oggetto e causa della beatitudine, ma quanto al conseguimento o fruizione di tale bene, uno può essere più beato di un altro.

Articolo 3

Se uno possa essere beato in questa vita

In questa vita si può avere una certa partecipazione della felicità, ma non la vera e perfetta beatitudine.

Articolo 4

Se sia possibile perdere la beatitudine raggiunta

Se parliamo della beatitudine imperfetta, raggiungibile in questa vita, diciamo che è possibile perderla […].

Se invece parliamo della beatitudine perfetta promessa per la vita futura, allora un beato non può di volontà propria abbandonare la beatitudine, e neppure può perderla per sottrazione da parte di Dio […]. E neppure la può sottrarre un’altra causa qualsiasi.

Articolo 5

Se l’uomo possa acquistare la beatitudine con le sue capacità naturali

L’uomo può acquistare la beatitudine imperfetta, raggiungibile nella vita presente, come può acquistare le virtù nei cui atti si trova tale beatitudine […].

Invece né l’uomo né qualsiasi altra creatura può conseguire l’ultima beatitudine con le sue capacità naturali.

Articolo 6

Se l’uomo acquisti la beatitudine mediante l’influsso di una creatura superiore

È impossibile che la beatitudine derivi dall’attività di una creatura, ma l’uomo, se parliamo della beatitudine perfetta, diviene beato soltanto per opera di Dio. – Se invece parliamo della beatitudine imperfetta, allora si dirà di essa quanto si dice della virtù nell’esercizio della quale essa consiste.

Articolo 7

Se siano richieste delle opere buone perché l’uomo ottenga da Dio la beatitudine

È proprio soltanto di Dio non muoversi verso la beatitudine con un’attività che la preceda […]. Gli uomini invece la raggiungono con i moti molteplici delle loro attività, cioè con i meriti.

Articolo 8

Se ogni uomo desideri la beatitudine

Prendendo la beatitudine secondo la sua nozione universale, è necessario che ogni uomo desideri la beatitudine. Prendendola invece secondo la sua nozione specifica, cioè secondo l’oggetto, dato che non tutti sanno in quale oggetto essa si trovi, di conseguenza, in questo senso, non tutti la desiderano.