Creazione, distintiva (I, 66-69)

L’ordine della creazione in rapporto alla distinzione

Articolo 1

Se lo stato informe della materia abbia preceduto in ordine di tempo la sua «formazione»

Non può esistere autonomamente nella realtà una materia «pura», cioè assolutamente priva di ogni forma.

Articolo 2

Se la materia informe di tutti i corpi sia una sola

San Tommaso distingue la materia dei corpi celesti da quella degli altri corpi, dato che i primi sono incorruttibili e i secondi corruttibili.

Articolo 3

Se il cielo empireo sia stato creato assieme alla materia informe

Essendo i corpi gloriosi dei risorti incorruttibili, fu conveniente che fin da principio ci fosse qualcosa di incorruttibile, come il cielo empireo.

Articolo 4

Se il tempo sia stato creato assieme alla materia informe

Si dice comunemente che quattro furono le prime realtà create: la natura angelica, il cielo empireo, la materia informe e il tempo. Ciò però non si accorda con il pensiero di sant’Agostino, il quale pone come prime entità create la natura angelica e la materia corporea, senza fare menzione del cielo empireo.

 

L’opera della distinzione considerata in se stessa

Articolo 1

Se si possa parlare propriamente di luce negli esseri spirituali

Se prendiamo il termine luce nella sua accezione originaria, allora nel mondo spirituale ha un significato metaforico; se invece lo prendiamo nel senso corrente, che lo estende a ogni manifestazione, allora ha un significato proprio anche nel mondo spirituale.

Articolo 2

Se luce sia un corpo

È impossibile che la luce sia un corpo.

Articolo 3

Se luce sia una qualità

La luce è una qualità attiva derivante dalla forma sostanziale del sole o di qualsiasi altro corpo che risplende di luce propria.

Articolo 4

Se la produzione della luce sia posta convenientemente nel primo giorno

Era necessario eliminare anzitutto l’informità delle tenebre con la produzione della luce per due motivi, cioè per la sua priorità e la sua universalità.

 

L’opera del secondo giorno

Articolo 1

Se il firmamento sia stato creato nel secondo giorno

Se per firmamento si intende quello nel quale si trovano gli astri, abbiamo diverse interpretazioni.

Se invece si intende quella parte di atmosfera nella quale si condensano le nubi, allora valgono le parole di sant’Agostino: «Ritengo degnissimo di lode questo punto di vista: poiché ciò che afferma non è contro la fede, e può essere creduto prontamente, se documentato».

Articolo 2

Se vi siano delle acqua sopra il firmamento

Quelle acque sono materiali.

Articolo 3

Se il firmamento separi le acque dalle acque

Sia che per firmamento intendiamo il cielo degli astri, sia che intendiamo lo spazio riservato alle nuvole dell’aria, è giusto dire che esso separa le acque dalle acque. E ciò vale sia che l’acqua stia a significare la materia informe, sia che indichi tutti i corpi trasparenti.

Articolo 4

Se esista un unico cielo

Il Crisostomo dice che esiste un solo cielo. San Basilio invece, seguito dal Damasceno, parla di pluralità dei cieli. La divergenza però sta più nelle parole che nella sostanza.

 

L’opera del terzo giorno

Articolo 1

Se sia ben detto che la riunione delle acque fu fatta il terzo giorno

Nel terzo giorno fu «formato» l’ultimo corpo, che è la terra, poiché allora essa emerse dalle acque; e si ebbe così la distinzione nel corpo più basso, cioè nell’orbe terraqueo.

Articolo 2

Se la produzione delle piante sia stata assegnata convenientemente al terzo giorno

Due informità vennero così eliminate nel terzo giorno: la prima col fatto che tutte le acque si raccolsero in un solo luogo e apparve l’asciutto; la seconda col fatto che la terra produsse erba verdeggiante.