Cristo, conseguenze dell’unione ipostatica (III, 16)

Ciò che è attribuibile a Cristo secondo l’essere e il divenire

Articolo 1

Se sia vera la proposizione: “Dio è uomo”

La proposizione: Dio è uomo è vera e non metaforica; e non solo per la verità dei suoi termini […], ma anche per la verità della predicazione.

Articolo 2

Se sia vera la proposizione: «un uomo è Dio»

Tale proposizione è vera ed esatta.

Articolo 3

Se Cristo possa essere detto “uomo del Signore”

Non si può dire in senso vero e proprio che quell’uomo sia del Signore [dominicus], ma si deve dire che è il Signore [Dominus].

Articolo 4

Se le proprietà della natura umana siano attribuibili a Dio

I Cattolici, contrariamente ai Nestoriani, sostenevano che tutti gli attributi di Cristo dovuti a lui o per la natura divina o per la natura umana, possono essere predicati sia di Dio che dell’uomo.

Articolo 5

Se le proprietà della natura umana siano attribuibili alla natura divina

Le proprietà di ciascuna natura non sono attribuibili all’altra se vengono espresse in termini astratti [ma lo sono se espresse in termini concreti].

Articolo 6

Se sia vera la proposizione: «Dio si è fatto uomo»

La proposizione è vera, però viene intesa in maniera diversa dalle varie eresie, come anche la proposizione Dio è uomo.

Articolo 7

Se sia vera la proposizione: «Un uomo è divenuto Dio»

Non si può dire che tale uomo ha cominciato a essere Dio, o che diviene Dio, o che è divenuto Dio.

Articolo 8

Se sia vera la proposizione: «Cristo è una creatura»

Che Cristo sia una creatura, o inferiore al Padre, non va detto in assoluto, ma con la precisazione: secondo la natura umana.

Articolo 9

Se si possa dire di Cristo: «questo uomo ha cominciato a esistere»

Ciò non può essere detto senza aggiungere qualche precisazione.

Articolo 10

Se siano vere le proposizioni:
«Cristo in quanto uomo è una creatura», e «ha cominciato a esistere»

Se intendiamo il termine uomo come supposito, allora l’espressione Cristo in quanto uomo è una creatura è falsa. Se invece lo riferiamo alla natura, allora è accettabile.

Articolo 11

Se «Cristo in quanto uomo sia Dio»

Riferendo il termine uomo alla natura, non è vero che Cristo in quanto uomo è Dio. Riferendolo invece al supposito lo si può dire.

Articolo 12

Se Cristo in quanto uomo sia un’ipostasi o persona

Se con la reduplicazione ci riferiamo al supposito, allora è chiaro che Cristo in quanto uomo è una persona.

Se ci riferiamo invece alla natura umana, la proposizione è vera nel senso che ad essa compete di esistere in una persona, ma non che abbia di fatto una personalità propria.