Cristo, limiti del corpo (III, 14)

I limiti corporali assunti da Cristo nella natura umana

Articolo 1

Se il Figlio di Dio abbia dovuto assumere la natura umana con i limiti corporali

Era conveniente che il corpo assunto dal Figlio di Dio soggiacesse alle debolezze e alle deficienze umane.

Articolo 2

Se Cristo soggiacesse ai limiti corporali per necessità

In base alla necessità che consegue alla materia il corpo di Cristo era soggetto alla morte e ad altri limiti del genere.

Se poi parliamo della necessità di coazione in ciò che si oppone alla natura del corpo, allora ugualmente il corpo di Cristo era soggetto per la sua condizione naturale alla necessità di sentire la perforazione dei chiodi e i colpi dei flagelli. In quanto invece la necessità di coazione si oppone alla volontà, è chiaro che Cristo subiva necessariamente quei limiti non rispetto alla sua volontà divina, né rispetto alla sua volontà umana deliberata, ma solo rispetto all’istinto naturale della volontà, alla quale ripugna per sua natura la morte e ogni male corporeo.

Articolo 3

Se Cristo abbia contratto i limiti corporali

Cristo non contrasse quei limiti come se li dovesse ricevere a causa del peccato, ma li assunse di sua spontanea volontà.

Articolo 4

Se Cristo abbia dovuto assumere tutti i limiti fisici degli uomini

Cristo assunse tutti quei mali che si trovano universalmente in tutti gli uomini come effetti del peccato originale.