Cristo, scienza infusa (III, 11)

La scienza infusa dell’anima di Cristo

Articolo 1

Se con la scienza infusa Cristo abbia conosciuto tutte le cose

Egli conosceva tutte le verità delle scienze umane e tutte le verità rivelate, più e meglio di tutti gli altri. L’essenza di Dio invece non la conosceva con la scienza infusa, ma solo con la scienza beatifica [q. prec.].

Articolo 2

Se l’anima di Cristo potesse fare uso della scienza infusa
senza ricorrere ai fantasmi [o immagini sensibili]

Le anime beate prima e dopo la risurrezione possono conoscere senza servirsi dei fantasmi. Altrettanto quindi bisogna dire dell’anima di Cristo, che aveva perfettamente la facoltà del comprensore.

Articolo 3

Se la scienza infusa dell’anima di Cristo fosse discorsiva

Quanto alla sua acquisizione la scienza infusa dell’anima di Cristo non era discorsiva o comparativa […]. Quanto all’uso invece lo poteva essere.

Articolo 4

Se in Cristo la scienza infusa fosse minore che negli angeli

Dalla parte di Dio che la comunica, la scienza elargita all’anima di Cristo era più eccellente di quella degli angeli sia per il numero delle cose conosciute, sia per la certezza della conoscenza; dalla parte di colui che la riceve, la scienza infusa nell’anima di Cristo è inferiore a quella degli angeli quanto al modo naturale di conoscere proprio dell’anima umana.

Articolo 5

Se in Cristo la scienza infusa fosse un abito

La scienza infusa nell’anima di Cristo era allo stato abituale: egli poteva infatti servirsene quando voleva.

Articolo 6

Se la scienza infusa nell’anima di Cristo fosse distinta in più abiti di scienza

La scienza infusa nell’anima di Cristo era distinta in più abiti.