Demoni, origine (I, 63)

La depravazione degli angeli

Articolo 1

Se negli angeli possa esistere il male della colpa

Solo nella volontà divina non ci può mai essere il peccato, mentre esso si può verificare in ogni volontà creata, stando alla condizione propria della sua natura.

Articolo 2

Se negli angeli ci possano essere soltanto i peccati di superbia e di invidia

Quanto al reato si vengono a trovare nei demoni tutti i peccati […]. – Quanto al compiacimento invece si possono trovare negli angeli soltanto quei peccati dei quali può compiacersi una creatura spirituale […]. Il primo peccato nell’angelo non poté essere altro che la superbia. Però in seguito poté esserci anche l’invidia.

Articolo 3

Se il demonio abbia desiderato di essere come Dio

L’angelo peccò, senza dubbio, perché desiderò di essere come Dio [non per uguaglianza, ma per somiglianza].

E ciò in quanto desiderò come fine ultimo quella beatitudine a cui poteva giungere con le sue forze naturali, distogliendo il suo desiderio dalla beatitudine soprannaturale che si ottiene mediante la grazia di Dio. – Oppure, se desiderò come suo ultimo fine la somiglianza che proviene dalla grazia, la volle ottenere con le forze della propria natura e non mediante l’aiuto di Dio, conformemente alla disposizione divina.

Articolo 4

Se alcuni demoni siano cattivi per natura

Essendo i demoni sostanze intellettive, in nessun modo possono avere un’inclinazione naturale a un male qualsiasi. Quindi non possono essere naturalmente cattivi.

Articolo 5

Se il demonio sia stato cattivo nel primo istante della sua creazione
per una colpa dovuta alla sua volontà

È impossibile che l’angelo abbia peccato nel primo istante con un atto disordinato del suo libero arbitrio.

Articolo 6

Se sia trascorso qualche tempo fra la creazione e la caduta dell’angelo

È più probabile e più conforme agli insegnamenti dei Santi l’opinione secondo la quale il diavolo peccò subito dopo il primo istante della sua creazione […].

Se però si ritiene che l’angelo non sia stato creato in grazia, o che nel primo istante non abbia potuto avere l’atto del libero arbitrio, allora nulla impedisce che sia trascorso un certo tempo fra la creazione e la caduta.

Articolo 7

Se il più eccelso degli angeli prevaricatori sia stato il più sublime di tutti gli angeli

Che l’angelo ribelle fosse il più nobile di tutti è la sentenza più probabile.

Articolo 8

Se il peccato del primo angelo abbia indotto gli altri a peccare

Il peccato del primo angelo fu causa di peccato per gli altri non costringendoli, ma quasi inducendoli con una specie di esortazione.

Articolo 9

Se gli angeli prevaricatori siano stati tanti quanti furono quelli rimasti fedeli

Gli angeli rimasti fedeli furono più numerosi di quelli che prevaricarono.