DIO, onnipotenza (2, 7. 22.25)

(II, 7) A Dio va attribuita la potenza attiva

La potenza attiva è il principio dell’agire su ciò che è altro in quanto altro. Ora, a Dio compete di essere per altre cose principio dell’essere. Quindi a lui va attribuita la potenza attiva. – La potenza attiva accompagna l’ente in atto. Ora, a Dio compete di essere in atto. Quindi gli compete la potenza attiva. Da qui le affermazioni del Salmista: «Tu sei potente, Signore» [Sal 88,9]. E altrove [Sal 70,19]: «La tua giustizia, o Dio, è alta come il cielo, tu hai fatto cose grandi: chi è come te, o Dio?».

(II, 22) Dio è onnipotente

Ogni virtù perfetta si estende a tutto ciò a cui può estendersi il suo effetto proprio. Ora, la virtù divina è di per sé causa dell’essere, che ne è l’effetto proprio [cf. c. prec.]. Perciò essa si estende a tutte quelle cose che non sono incompatibili con l’essere […]. Ora, sono incompatibili con l’essere soltanto le cose che implicano contraddizione. E così rimane dimostrato che Dio può fare tutto ciò che non implica contraddizione […]. La Sacra Scrittura insegna a ritenere questo per fede. Si dice infatti in Gen 17,1, per bocca di Dio: «Io sono un Dio onnipotente: cammina al mio cospetto e sii perfetto»; in Gb 22,17: «Io so che tu puoi tutto»; in Lc 1,37, per bocca dell’angelo: «Niente è impossibile a Dio».

(II, 23) Dio non agisce per necessità di natura

La potenza di Dio si estende a molte cose che non esistono in natura. – Dio agisce per intelletto e volontà. – È padrone del proprio agire. Nella Scrittura leggiamo, fra l’altro: Sal 134,6 «Tutto ciò che ha voluto, il Signore lo ha fatto»; Ef 1,11«Dio compie ogni cosa secondo il disegno della sua volontà».

(II, 24) Dio agisce secondo la sua sapienza

La volontà si muove ad agire partendo da una conoscenza […]. Ora, non avendo Dio nessuna conoscenza se non mediante l’intellezione di se stesso, intellezione che costituisce la sapienza, ne viene che Dio compie ogni cosa secondo la sua sapienza. A detta del Filosofo [Met. c. 2, n. 3], mettere ordine è compito del sapiente […]. Ora, Dio produsse le cose nell’essere dando loro un ordine. Quindi le produsse mediante la sua sapienza. Ciò viene confermato dalla parola di Dio. Sal 103, 24: «Tu hai fatto tutto con sapienza»; Pr 3,19: «Il Signore con la sapienza ha fondato la terra».

(II, 25) In che senso si dice che Dio non può fare certe cose

Sopra [c. 7] abbiamo visto che in Dio c’è la potenza attiva, mentre già nel primo libro [c. 16] avevamo provato che non c’è la potenza passiva. Resta ora da vedere quali esse siano. Innanzitutto, mentre la potenza attiva dice ordine all’agire, quella passiva dice ordine all’essere. Perciò la potenza all’essere c’è solo in quelle cose la cui materia è soggetta a contrarietà. Ora, siccome in Dio non c’è potenza passiva, egli non può nulla riguardo al proprio essere. Quindi Dio non può essere un corpo, o altre cose del genere. – L’atto di questa potenza è il moto, o mutamento, di qualunque genere esso sia, che quindi va escluso in Dio. – Inoltre dobbiamo dire che Dio non può fare ciò che è contro la natura dell’ente in quanto ente, e in ultima analisi tutto ciò che implica contraddizione.