Dispute, con gli infedeli (II-II, 10, 7)

L’incredulità in generale

Articolo 7

Se si debba disputare pubblicamente con gli infedeli

Se uno disputasse perché dubita della fede, senza avere come presupposto la certezza della sua verità, ma volendo raggiungerla con delle argomentazioni, peccherebbe indubbiamente in quanto incredulo e dubbioso sulle cose di fede. Se invece disputa sulla fede per confutare gli errori, o per esercizio, fa una cosa lodevole […].

Nel disputare sulle cose di fede dinanzi a persone istruite e ferme nel credere non c’è alcun pericolo. Se invece si tratta di gente semplice bisogna distinguere, se sono sollecitati dagli infedeli o sono tranquilli. Nel primo caso è necessario disputare pubblicamente sulle cose di fede: purché vi siano delle persone capaci e preparate, che possano confutare gli errori […]. Nel secondo caso invece è pericoloso e non conveniente.