Distinzione delle cose, speciale (I, 48)

La distinzione delle cose in particolare

Articolo 1

Se il male sia un’entità positiva

Non è possibile che il male indichi un qualche essere, oppure qualche forma o natura. Rimane dunque che con il termine male si indichi una carenza di bene.

Articolo 2

Se il male si trovi nelle cose

Come la perfezione dell’universo richiede che ci siano enti non solo incorruttibili, ma anche corruttibili, così quella stessa perfezione richiede che ci siano delle cose che possono subire deficienze nel bene; e da ciò deriva che di fatto alcune deficienze si verifichino.

Articolo 3

Se il male si trovi nel bene

Il bene è il soggetto in cui si trova il male.

Articolo 4

Se il male distrugga totalmente il bene

C’è un bene che viene completamente eliminato dal male, ed è quello direttamente opposto a quel male.

C’è poi un altro bene che non solo non è totalmente eliminato, ma neppure ne resta menomato, ed è quello che costituisce il soggetto del male.

C’è infine un bene che viene menomato dal male senza esserne eliminato completamente, ed è l’attitudine di un soggetto verso atti determinati.

Articolo 5

Se il male sia adeguatamente diviso attraverso la pena e la colpa

Ogni male, nelle cose che hanno attinenza con la volontà, o è una pena o è una colpa.

Articolo 6

Se rivesta maggiormente il carattere di male la pena o la colpa

La colpa riveste il carattere di male non solo più della pena sensibile […], ma anche prendendo la pena in generale, in quanto cioè anche la privazione della grazia o della gloria è una certa pena.