DISUGUAGLIANZA (delle cose) (2, 44-45)

(II, 44) La distinzione delle cose non è derivata dalla diversità dei meriti e dei demeriti

Se le creature intelligenti avessero acquistato il loro grado col moto del libero arbitrio, per ciascuna di esse il proprio grado sarebbe non naturale, ma accidentale. Il che è impossibile. A detta del Filosofo, le specie sono come i numeri, di cui uno è maggiore o minore dell’altro. Perciò se all’inizio furono create molte sostanze intelligenti, è necessario che in esse ci fosse già una diversità di gradi.

(II, 45) Quale sia la vera causa prima della distinzione delle cose

Non essendo possibile conseguire una perfetta somiglianza con Dio con creature di una sola specie […], era necessario che nelle realtà create ci fosse molteplicità e varietà, perché si riscontrasse in ciascuna di esse una somiglianza con Dio perfetta secondo la sua capacità. Beni molteplici valgono di più che un unico bene finito […]. Perciò l’universo è più perfetto se le creature sono molteplici. Ora, al sommo bene si addice di compiere ciò che è meglio. Quindi … – Il bene dell’ordine non doveva mancare nell’opera di Dio: quindi ci voleva la disuguaglianza delle creature.