DIVINAZIONE (3, 104)

(III, 104) Le opere della magia non derivano solo dall’influsso dei corpi celesti

Essendo impossibile che da dei principi corporei possa venire causata un’intellezione [cf. 84], è impossibile che gli effetti propri di una natura intellettiva possano essere causati dalla virtù di un corpo celeste. Ora, nelle suddette opere magiche si riscontrano fenomeni che sono funzioni proprie della natura intellettiva. Quindi … – Il parlare stesso è un atto proprio della natura ragionevole. Ora, nei fenomeni suddetti appaiono degli esseri che parlano, e che ragionano di vari argomenti. Quindi … La capacità di muoversi deriva dall’anima, poiché è proprietà esclusiva degli esseri animati muovere se stessi. Ora, è risaputo che per le arti magiche qualche statua si è mossa, e ha parlato. E così come sopra. Questa opinione è condannata anche dalla parola di Dio. Infatti si legge [Sal 134,15 ss.]: «Le statue delle genti sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano […], non c’è respiro nella loro bocca». Non si deve negare però in modo assoluto che nelle arti magiche qualcosa possa derivare dalla virtù dei corpi celesti, ma limitatamente a quegli effetti che certi corpi terrestri sono in grado di produrre con la virtù di quei corpi.