Eucarestia, comunione (III, 80)

L’uso o consumazione di questo sacramento

Articolo 1

Se si debbano distinguere due modi di ricevere il corpo di Cristo,
cioè quello spirituale e quello sacramentale

Come l’imperfetto si contrappone al perfetto, così la pura refezione sacramentale in cui si riceve solo il sacramento senza il suo effetto si contrappone alla refezione spirituale in cui si riceve l’effetto di questo sacramento.

Articolo 2

Se solo l‘uomo possa ricevere spiritualmente questo sacramento,
oppure anche gli angeli

Agli angeli non spetta ricevere spiritualmente questo sacramento, sebbene si cibino spiritualmente di Cristo.

Articolo 3

Se solo il giusto possa ricevere Cristo sacramentalmente

Il peccatore, e non soltanto il giusto, può ricevere sacramentalmente il corpo di Cristo.

Articolo 4

Se il peccatore che riceve il corpo di Cristo sacramentalmente
commetta peccato

Chi riceve l’Eucaristia con il peccato mortale pecca mortalmente.

Articolo 5

Se accostarsi a questo sacramento con la coscienza di un peccato
sia il più grave di tutti i peccati

Questo peccato è per natura sua più grave di molti altri peccati, ma non è il più grave di tutti.

Articolo 6

Se il sacerdote debba rifiutare il corpo di Cristo
quando lo chiede un peccatore

Ai peccatori manifesti non si deve dare la santa comunione, neppure se la chiedono […].

Tuttavia il sacerdote che è al corrente della colpa può ammonire privatamente il peccatore occulto, oppure avvertire genericamente tutti in pubblico di non accostarsi alla mensa del Signore prima di essersi pentiti dei propri peccati e riconciliati con la Chiesa. Infatti dopo il pentimento e la riconciliazione non si può negare la comunione neppure ai peccatori pubblici, specialmente in punto di morte.

Articolo 7

Se la polluzione notturna possa impedire di ricevere il corpo di Cristo

Necessariamente solo il peccato mortale impedisce all’uomo di ricevere questo sacramento […]. Bisogna allora ponderare la causa della polluzione notturna […]. Se è senza peccato, o solo con un peccato veniale, allora non impedisce necessariamente la comunione eucaristica […]. Se invece implica un peccato mortale, allora necessariamente la impedisce […].

Per una ragione di convenienza invece la polluzione notturna impedisce l’accesso al sacramento eucaristico per due circostanze: una certa turpitudine fisica, e la distrazione mentale che ne consegue, specialmente se è accompagnata da immagini impure.

Tuttavia questo impedimento imposto dalla convenienza viene a cadere di fronte a ragioni di necessità.

Articolo 8

Se il cibo o la bevanda presi in precedenza
impediscano la comunione eucaristica

La Chiesa vieta la comunione eucaristica dopo che uno ha mangiato e bevuto, per tre ragioni […].

Da questa regola generale sono tuttavia esentati i malati, i quali vanno comunicati anche subito dopo che hanno mangiato, quando sono in pericolo, affinché non abbiano a morire senza la comunione.

Articolo 9

Se coloro che non hanno l‘uso di ragione debbano ricevere questo sacramento

A chi ha un debole uso di ragione questo sacramento non va negato […].

A chi non ha mai avuto questo uso fin dalla nascita, l’Eucaristia non va amministrata.

A quanti non ne furono sempre privi e in precedenza, quando erano in sé, avevano dato segni di devozione verso questo sacramento, esso va concesso in punto di morte, purché non ci sia pericolo di vomito o di sputo.

Articolo 10

Se sia lecito ricevere ogni giorno questo sacramento

Dalla parte del sacramento stesso, è utile riceverlo quotidianamente […]. Dalla parte di chi si comunica, se uno ogni giorno si trova preparato, è cosa lodevole che lo riceva ogni giorno. Nel caso tuttavia di indisposizioni del corpo o dell’anima, non è utile a tutti accostarsi ogni giorno a questo sacramento.

Articolo 11

Se sia lecito astenersi del tutto dalla comunione

L’uomo è tenuto a ricevere questo sacramento non solo per la legge della Chiesa, ma anche per il precetto del Signore […] E la legge della Chiesa non fa che determinare i tempi in cui si deve eseguire il precetto di Cristo.

Articolo 12

Se sia lecito ricevere il corpo di Cristo senza il sangue

Dalla parte del sacramento stesso conviene che si riceva sia il corpo che il sangue, poiché l’integrità del sacramento li implica entrambi. Per questo il sacerdote, avendo il compito di consacrare e di consumare nella sua integrità questo sacramento, non deve mai assumere il corpo di Cristo senza il sangue […].

Dalla parte invece di quanti si comunicano, […] in alcune chiese si osserva prudentemente la norma di non dare al popolo il sangue.