Falsità (I, 17)

La falsità

Articolo 1

Se la falsità sia nelle cose

È necessario anzitutto ricercare la falsità dove si trova formalmente la verità, cioè nell’intelletto. Nelle cose poi non c’è né verità né falsità se non in rapporto all’intelletto […].

I prodotti dell’arte si dicono falsi in modo assoluto e per se stessi nella misura in cui si discostano dalla forma voluta dall’arte […]. Ma in questo senso non è possibile trovare falsità nelle cose dipendenti da Dio, considerate in rapporto all’intelligenza divina […]. Vi è un’eccezione, forse, per gli esseri dotati di libertà.

Se consideriamo invece le cose esistenti in natura rispetto al nostro intelletto, verso il quale non hanno un rapporto essenziale, esse possono dirsi false non in modo assoluto, ma relativo.

Articolo 2

Se nei sensi vi sia la falsità

Accade che la falsità si trovi nei sensi perché questi percepiscono o giudicano le cose diversamente da quello che sono […].

Riguardo ai sensibili propri il senso non cade in errore se non accidentalmente e di rado […]. Riguardo invece ai sensibili comuni e ai sensibili impropri i sensi, anche se ben disposti, possono sbagliare.

Articolo 3

Se la falsità sia nell’intelletto

L’intelletto non può errare relativamente all’essenza delle cose […]. Può ingannarsi invece nell’unire o nel separare [tra loro] dei concetti [ossia nel giudizio].

Articolo 4

Se il vero e il falso siano contrari

Il vero e il falso si oppongono come contrari, e non come l’affermazione e la negazione.