Fine ultimo dell’uomo, beatitudine soggettiva (I-II, 3)

L’essenza della beatitudine

Articolo 1

Se la beatitudine sia qualcosa di increato

Se consideriamo la beatitudine umana in rapporto alla sua causa e al suo oggetto, allora è qualcosa di increato; se invece ne consideriamo l’essenza, allora la beatitudine è qualcosa di creato.

Articolo 2

Se la beatitudine sia un’attività

È necessario affermare che la beatitudine dell’uomo, in quanto è qualcosa di creato esistente in lui, è un’operazione, o attività.

Articolo 3

Se la beatitudine sia un’attività della parte sensitiva o soltanto di quella intellettiva

L’attività sensitiva non può appartenere alla beatificazione in maniera essenziale […], però le attività dei sensi possono far parte della beatitudine o come antecedenti o come conseguenti.

Articolo 4

Se la beatitudine sia un atto dell’intelletto o della volontà

È impossibile che la felicità stessa, nella sua essenza, consista in un atto della volontà […].

L’essenza della beatitudine consiste in un atto dell’intelletto; alla volontà però spetta il godimento che accompagna la beatitudine.

Articolo 5

Se la beatitudine sia un’operazione dell’intelletto speculativo o dell’intelletto pratico

La beatitudine consiste in un’operazione più dell’intelletto speculativo che dell’intelletto pratico.

Articolo 6

Se la beatitudine consista nell’esercizio della scienza speculativa

La felicità non può consistere essenzialmente nell’esercizio delle scienze speculative […]. Tuttavia nell’esercizio di tali scienze si trova una certa partecipazione della vera e perfetta beatitudine.

Articolo 7

Se la beatitudine consista nel conoscere le sostanze separate, cioè gli angeli

Rimane provato che solo Dio è la verità per essenza, e che solo la contemplazione di lui rende perfettamente felici. Tuttavia nulla impedisce che si possa riscontrare nella contemplazione degli angeli una certa beatitudine imperfetta, e anche maggiore che nell’esercizio delle scienze speculative.

Articolo 8

Se la beatitudine umana consista nella visione dell’essenza divina

La felicità ultima e perfetta non può trovarsi che nella visione dell’essenza divina.