Gerarchia, degli angeli (I, 108)

L’ordinamento degli angeli in gerarchie e ordini

Articolo 1

Se tutti gli angeli costituiscano una sola gerarchia

Essendo Dio l’unico principe, che è il capo non solo di tutti gli angeli, ma anche degli uomini e di tutto il creato, ne segue che una sola è pure la gerarchia non solo di tutti gli angeli, ma anche di tutte le creature razionali, atte a partecipare le cose sante […]. – Se però consideriamo il principato in rapporto alla moltitudine ordinata sotto il principe […], era bene distinguere la gerarchia umana da quella angelica.

E in base allo stesso criterio anche negli angeli si distinguono tre gerarchie.

Articolo 2

Se in una gerarchia vi siano più ordini

Si possono distinguere degli ordini anche in ciascuna gerarchia angelica in base alle attività e alle funzioni [degli angeli]; e tutta questa diversità si riconduce a tre gradi: supremo, medio e infimo.

Articolo 3

Se in un ordine vi siano più angeli

Possiamo distinguere gli uffici e gli ordini degli angeli soltanto in generale, per cui veniamo a raggruppare molti angeli sotto un unico ordine. Se però conoscessimo perfettamente gli uffici degli angeli e le loro distinzioni, allora conosceremmo perfettamente che ciascun angelo, più di una qualsiasi stella, ha un proprio ufficio e un proprio ordine nel creato, per quanto [attualmente] esso rimanga a noi ignoto.

Articolo 4

Se la distinzione delle gerarchie e degli ordini negli angeli provenga dalla natura

In rapporto alle loro capacità naturali gli ordini angelici si distinguono in base ai doni naturali.

In rapporto invece a quanto supera le capacità naturali la distinzione degli ordini si ha negli angeli come coronamento secondo i doni gratuiti, e come predisposizione secondo i doni naturali.

Articolo 5

Se gli ordini angelici siano ben denominati

Dionigi spiega i nomi dei vari ordini in base alla disposizione degli angeli alle perfezioni spirituali, san Gregorio invece si fonda sui ministeri esterni.

Articolo 6

Se i gradi degli ordini siano ben denominati

I gradi degli ordini angelici sono stati denominati sia da san Gregorio che da Dionigi, i quali concordano tra loro eccetto che per i Principati e le Virtù.

Articolo 7

Se gli ordini rimarranno dopo il giorno del giudizio

La distinzione dei gradi si basa negli angeli sulle differenze di natura e di grazia, che rimarranno sempre: quindi anche tale distinzione.

L’esercizio invece dei loro uffici in qualche modo rimarrà, e in qualche modo verrà a cessare, dopo il giudizio.

Articolo 8

Se gli uomini vengano aggregati agli ordini degli angeli

Se gli ordini angelici vengono considerati tenendo conto solo del grado della natura, allora in nessun modo gli uomini potranno essere aggregati a tali ordini.

Diversamente, mediante il dono della grazia possono meritare tanta gloria da eguagliare gli angeli, a qualunque grado essi appartengano. E ciò equivale ad aggregare gli uomini agli ordini degli angeli.

E così non vi saranno due società, quella degli uomini e quella degli angeli, ma una sola.