Grazia, effetti (I-II, 113-114)

Gli effetti della grazia.

Primo, la giustificazione del peccatore

Articolo 1

Se la giustificazione dell’empio consista nella remissione dei peccati

Come semplice generazione, che parte dalla privazione della forma, la giustificazione può essere attribuita anche a colui che, senza essere in peccato, ricevesse tale giustizia da Dio: così infatti Adamo ricevette la giustizia originale.

Come passaggio da un dato termine al suo contrario, la giustificazione implica la trasmutazione da uno stato precedente di ingiustizia a tale giustizia […]. Essa viene detta giustificazione dell’empio in base al termine di arrivo.

Articolo 2

Se la remissione del peccato, ossia la giustificazione dell’empio, richieda l’infusione della grazia

Non si può concepire la remissione del peccato senza l’infusione della grazia.

Articolo 3

Se per la giustificazione dell’empio si richieda l’esercizio del libero arbitrio

In chi possiede l’uso del libero arbitrio non c’è una mozione di Dio verso la giustizia senza l’esercizio di esso; e Dio non infonde il dono della grazia giustificante senza muovere al tempo stesso il libero arbitrio ad accettarlo, in coloro che sono capaci di esercitare tale facoltà.

Articolo 4

Se per la giustificazione dell’empio si richieda un atto di fede

La prima conversione verso Dio avviene mediante la fede […]. Quindi per la giustificazione è richiesto un atto di fede.

Articolo 5

Se la giustificazione dell’empio richieda un moto del libero arbitrio contro il peccato

Nella giustificazione del peccatore si richiedono due moti del libero arbitrio: uno per tendere alla giustizia di Dio col desiderio, l’altro per detestare il peccato.

Articolo 6

Se la remissione dei peccati sia da enumerarsi tra le cose richieste per la giustificazione

Sono quattro gli elementi che vengono enumerati e che sono richiesti per la giustificazione del peccatore, cioè: l’infusione della grazia; un moto del libero arbitrio verso Dio mediante la fede; un moto del libero arbitrio contro il peccato; la remissione della colpa.

Articolo 7

Se la giustificazione del peccatore sia istantanea, o avvenga gradatamente

La giustificazione del peccatore è compiuta da Dio istantaneamente.

Articolo 8

Se l’infusione della grazia in ordine di natura
sia la prima tra le cose richieste per la giustificazione dell’empio

I quattro elementi richiesti per la giustificazione del peccatore sono cronologicamente simultanei […], però in ordine di natura l’uno precede l’altro. E fra tutti il primo è l’infusione della grazia; il secondo è il moto del libero arbitrio verso Dio; il terzo è il moto del libero arbitrio contro il peccato; il quarto è la remissione della colpa.

Articolo 9

Se la giustificazione del peccatore sia la più grande opera di Dio

Per il modo in cui viene compiuta, la creazione è la più grande opera di Dio, ma per la grandezza di ciò che viene prodotto, la giustificazione è più grande.

Articolo 10

Se la giustificazione dell’empio sia un’opera miracolosa

La giustificazione dell’empio è miracolosa nel senso che solo Dio la può compiere, ma non è miracolosa nel senso che l’anima è per natura capace della grazia.

 

Il merito

Articolo 1

Se l’uomo possa meritare qualcosa da Dio

L’uomo può avere merito presso Dio solo presupponendo l’ordinazione divina.

Articolo 2

Se uno senza la grazia possa meritare la vita eterna

Se parliamo dello stato adamitico prima del peccato, l’uomo non può meritare senza un’ordinazione divina come si è detto [a. 1].

Se parliamo poi dell’uomo decaduto, alla ragione appena vista se ne aggiunge una seconda, cioè l’ostacolo del peccato.

Articolo 3

Se chi è in grazia possa meritare la vita eterna a rigore di giustizia

Se consideriamo l’opera meritoria secondo la portata dell’atto c’è soltanto una convenienza, secondo una certa uguaglianza di proporzionalità.

Se invece parliamo dell’opera meritoria in quanto procede dalla grazia dello Spirito Santo, allora essa merita la vita eterna a rigore di giustizia.

Articolo 4

Se la grazia sia il principio del merito più attraverso la carità che attraverso le altre virtù

L’atto umano desume il suo aspetto meritorio principalmente dalla preordinazione divina, e secondariamente dal libero arbitrio. E in rapporto a queste due cose il merito risiede principalmente nella carità.

Articolo 5

Se uno possa meritare a se stesso la prima grazia

È chiaro che nessuno può meritare la prima grazia.

Articolo 6

Se si possa meritare per un altro la prima grazia

Nessuno può meritare la prima grazia per un altro in maniera rigorosa, a eccezione di Cristo […].

Tuttavia uno può meritare a un altro la prima grazia con un merito di convenienza.

Articolo 7

Se uno possa meritare di risorgere dopo un peccato

Nessuno può meritare a se stesso il ravvedimento dopo una caduta futura, né a rigore di giustizia, né per una certa convenienza.

Articolo 8

Se uno possa meritare l’aumento della grazia o delle carità

L’aumento della grazia può essere meritato a rigore di giustizia.

Articolo 9

Se l’uomo possa meritare la perseveranza

La perseveranza della gloria può essere meritata, ma non la perseveranza della via.

Articolo 10

Se i beni temporali possano essere oggetto di merito

Se tali beni vengono considerati come utili agli atti virtuosi con cui si raggiunge la vita eterna, allora essi sono oggetto di merito in senso diretto e assoluto […].

Se invece questi beni temporali vengono considerati in se stessi, allora sono beni umani non in assoluto, ma sotto un certo aspetto. Per cui sono oggetto del merito non in assoluto, ma sotto un certo aspetto.