Grazia, essenza (I-II, 110)

La grazia di Dio nella sua essenza

Articolo 1

Se la grazia ponga qualcosa nell’anima

Quando si dice che uno ha la grazia di Dio si vuole indicare un dono soprannaturale prodotto da Dio nell’uomo.

Articolo 2

Se la grazia sia una qualità dell’anima

Quando l’anima umana viene mossa da Dio a conoscere, volere o compiere qualcosa, questo effetto gratuito che si opera nell’uomo non è una qualità, ma un moto dell’anima […].

Quando invece l’uomo viene aiutato dalla gratuita volontà di Dio in quanto Dio infonde nell’anima un dono abituale […], allora il dono della grazia è una certa qualità.

Articolo 3

Se la grazia si identifichi con la virtù

Come la luce naturale della ragione è distinta dalle virtù acquisite, che si ricollegano a tale luce, così la luce della grazia, che è una partecipazione della natura divina, è distinta dalle virtù infuse, che da essa promanano e ad essa sono ordinate.

Articolo 4

Se la grazia risieda nell’essenza dell’anima o in qualcuna delle sue facoltà

La grazia, come precede le virtù, così deve avere una sede che preceda le potenze dell’anima: essa cioè deve risiedere nell’essenza dell’anima.