Incarnazione, convenienza della (III, 1)

La convenienza dell’Incarnazione

Articolo 1

Se era conveniente che Dio si incarnasse

L’incarnazione di Dio era conveniente.

Articolo 2

Se per la redenzione del genere umano
fosse necessaria l’incarnazione del Verbo di Dio

Era necessaria non come mezzo indispensabile per ottenere il fine, ma come mezzo per ottenerlo nel modo più agevole e conveniente; e tale convenienza risulta da vari punti di vista.

Articolo 3

Se Dio si sarebbe incarnato anche se l’uomo non avesse peccato

Siccome nella Sacra Scrittura il motivo dell’incarnazione viene sempre posto nel peccato del primo uomo, è più conveniente dire che l’opera dell’incarnazione fu ordinata da Dio a rimedio del peccato, così che se non ci fosse stato il peccato non ci sarebbe stata l’incarnazione. Sebbene la potenza di Dio non sia a ciò limitata. Dio infatti si sarebbe potuto incarnare anche se non ci fosse stato il peccato.

Articolo 4

Se Dio si sia incarnato per rimediare più ai peccati attuali che al peccato originale

È certo che Cristo venne nel mondo per distruggere non solo il peccato originale, ma anche tutti i peccati che si aggiunsero in seguito […]. Venne però principalmente per togliere il peccato originale.

Articolo 5

Se era conveniente che Dio si incarnasse agli inizi del genere umano

Non sarebbe stato conveniente che Dio si incarnasse ai primordi dell’umanità prima del peccato […], ma non sarebbe stato neppure conveniente che si incarnasse subito dopo il peccato.

Articolo 6

Se l’incarnazione dovesse essere rimandata alla fine del mondo

Non sarebbe stato conveniente che l’incarnazione venisse rimandata alla fine del mondo.