Incarnazione, modo (III, 2)

Il modo dell’unione del Verbo incarnato

Articolo 1

Se l’unione del Verbo incarnato sia avvenuta in una sola natura

Intendendo per natura l’essenza o quiddità della specie, è impossibile che l’unione del Verbo incarnato si sia realizzata nella natura.

Articolo 2

Se nel Verbo Incarnato l’unione sia avvenuta nella persona

L’incarnazione si è attuata nella persona del Verbo, e non nella natura.

Articolo 3

Se l’unione del Verbo Incarnato sia avvenuta nel supposito o ipostasi […]

È un’eresia condannata da tempo porre in Cristo due ipostasi o due suppositi, oppure negare che l’incarnazione sia avvenuta nell’unità dell’ipostasi o supposito.

Articolo 4

Se la persona di Cristo sia composta

Considerata in se stessa la persona o ipostasi di Cristo è assolutamente semplice, però sussiste in due nature, per cui può essere detta composta in riferimento a quell’unico essere sussistente in due nature.

Articolo 5

Se in Cristo si sia attuata l’unione tra l’anima e il corpo

È necessario dire che in Cristo l’anima si unì al corpo; e dire il contrario sarebbe un’eresia.

Articolo 6

Se la natura umana sia stata unita al Verbo di Dio accidentalmente

La fede cattolica […] non dice né che l’unione di Dio e dell’uomo è avvenuta nell’essenza o natura, né che è avvenuta in un modo accidentale, ma che è avvenuta in un modo intermedio, secondo la sussistenza o l’ipostasi.

Articolo 7

Se l’unione della natura divina con l’umana sia qualcosa di creato

È necessario dire che essa è qualcosa di creato.

Articolo 8

Se l’unione e l’assunzione siano la stessa cosa

La prima e principale differenza tra l’unione e l’assunzione è che l’unione indica la relazione, mentre l’assunzione indica l’azione di chi assume o la passione di chi è stato assunto.

A questa differenza fa seguito poi una seconda. L’assunzione infatti è un divenire, mentre l’unione è un rapporto in atto.

Una terza differenza è che l’assunzione sta a indicare distintamente il termine di partenza e quello di arrivo, cosa che la parola «unione» non esprime.

Articolo 9

Se l’unione delle due nature sia la massima delle unioni

Dalla parte di ciò in cui si uniscono, l’incarnazione ha il primato sulle altre unioni. Tale primato invece non esiste dalla parte delle nature che vengono a unirsi.

Articolo10

Se l’unione dell’incarnazione sia avvenuta mediante la grazia

Se per grazia si intende la stessa volontà di Dio in quanto fa qualcosa gratuitamente, o mostra a qualcuno benevolenza e approvazione, allora si dirà che l’incarnazione è avvenuta per grazia, come anche l’unione dei santi con Dio nella conoscenza e nell’amore. Se invece per grazia si intende lo stesso dono gratuito di Dio, allora il fatto stesso dell’unione della natura umana con la persona divina può dirsi in certo qual modo grazia in quanto si è avverata senza preparazione di meriti; non però nel senso che ci sia una grazia abituale che faccia da mezzo per tale unione.

Articolo 11

Se l’unione dell’incarnazione sia stata meritata

Nessuna azione di Cristo la poté meritare. Ma neppure le opere di qualunque altro uomo poterono meritare in senso rigoroso questa unione.

[Si può dire] tuttavia che i santi Padri meritarono a titolo di convenienza l’incarnazione con i loro desideri e le loro preghiere.

Articolo 12

Se la grazia dell’unione sia stata naturale per l’umanità di Cristo

La grazia di Cristo, sia quella dell’unione, sia quella abituale, non può dirsi naturale come se fosse causata in lui dai principi della natura umana; sebbene possa dirsi naturale in quanto causata nella sua natura umana da quella divina. L’una e l’altra grazia è comunque detta naturale in Cristo in quanto l’ebbe fin dalla nascita […].