Ingratitudine (II-II, 107)

L’ingratitudine

Articolo 1

Se l’ingratitudine sia sempre un peccato

Qualsiasi ingratitudine è un peccato.

Articolo 2

Se l’ingratitudine sia un peccato specifico

Come è una virtù specifica la riconoscenza, o gratitudine, così è un peccato specifico l’ingratitudine.

Articolo 3

Se l’ingratitudine sia sempre un peccato mortale

Se si è ingrati per semplice omissione, non sempre è un peccato mortale […]. Se si è ingrati rendendo male per bene, anche qui il peccato può essere mortale o veniale a seconda delle azioni che vengono compiute.

Articolo 4

Se si debba desistere dal beneficare gli ingrati

In base a ciò che l’ingrato si merita, è certo che costui merita che si cessi di beneficarlo. Però il benefattore deve mirare a rendere grato chi è ingrato; e se non è riuscito col primo beneficio, può riuscire con i successivi. Se però con la ripetizione dei benefici l’altro aumentasse la sua ingratitudine, e divenisse peggiore, allora si deve cessare di beneficarlo.