Intelletto umano, in sé (I, 79)

Le potenze intellettive

Articolo 1

Se l’intelletto sia una facoltà dell’anima

Solo in Dio l’intelletto si identifica con l’essenza, mentre nelle creature intellettuali l’intelletto è una certa potenza dell’essere intelligente.

Articolo 2

Se l’intelletto sia una potenza passiva

Il nostro intendere è un certo patire, nel senso che passa dalla potenza all’atto. Perciò l’intelletto è una potenza passiva.

Articolo 3

Se sia necessario ammettere un intelletto agente

È necessario ammettere nell’intelletto una potenza capace di rendere intelligibili in atto gli oggetti mediante l’astrazione delle forme dalle loro condizioni materiali. E questa potenza è l’intelletto agente.

Articolo 4

Se l’intelletto agente faccia parte dell’anima

L’intelletto agente di cui parla il Filosofo [cioè Aristotele], fa parte dell’anima.

Articolo 5

Se l’intelletto agente sia uno solo per tutti

Se l’intelletto agente fa parte dell’anima come una sua facoltà, è necessario concludere che gli intelletti agenti sono tanti quante sono le anime.

Articolo 6

Se nella parte intellettiva dell’anima ci sia la memoria

Se per memoria intendiamo la sola capacità di conservare le specie intenzionali, bisogna concludere che essa si trova anche nella parte intellettiva.

Se invece si riconduce il concetto di memoria alla facoltà che ha per oggetto il passato in quanto passato, allora la memoria non esiste nella parte intellettiva, ma solo in quella sensitiva. Infatti il passato in quanto passato partecipa la condizione dei singolari.

Articolo 7

Se la memoria intellettiva sia una potenza distinta dall’intelletto

Nell’intelletto non ci può essere altra distinzione di potenze se non quella tra l’intelletto possibile e l’intelletto agente. È chiaro perciò che la memoria non è una potenza distinta dall’intelletto.

Articolo 8

Se la ragione sia una potenza distinta dall’intelletto

Non è possibile che la ragione e l’intelletto siano nell’uomo due potenze distinte.

Articolo 9

Se la ragione superiore e quella inferiore siano potenze distinte

La ragione superiore e quella inferiore non sono che un’unica e identica potenza. Si distinguono però, secondo sant’Agostino, per le funzioni dei loro atti e in base ai loro diversi abiti.

Articolo 10

Se l’intelligenza sia una potenza distinta dall’intelletto

L’intelligenza non si distingue dall’intelletto come una potenza da una potenza, ma come un atto dalla sua facoltà.

Articolo 11

Se l’intelletto speculativo e quello pratico siano potenze distinte

L’intelletto speculativo e quello pratico non sono due potenze distinte.

Articolo 12

Se la sinderesi sia una potenza speciale, distinta dalle altre

La sinderesi non è una potenza, ma un abito naturale.

Articolo 13

Se la coscienza sia una facoltà

Propriamente parlando, la coscienza non è una facoltà, ma un atto.