Ironia (II-II, 113)

L’ironia

Articolo 1

Se l’ironia, con la quale uno finge di sottovalutare se stesso, sia un peccato

Uno può sottovalutare se stesso in due modi. Primo, salvando la verità: ossia tacendo le qualità superiori di cui è dotato e scoprendo solo certi difetti, che riconosce effettivamente di avere. Ora, sottovalutare se stessi in questo modo non rientra nell’ironia, e nel suo genere non è un peccato, se non intervengono altre circostanze.

Secondo, uno può sottovalutare se stesso a parole a scapito della verità […]. E ciò rientra nell’ironia, ed è sempre un peccato.

Articolo 2

Se l’ironia sia un peccato meno grave della millanteria

La millanteria è un peccato più grave dell’ironia. – Tuttavia può capitare che uno finga di sottovalutare se stesso per altri motivi, per es. al fine di tendere insidie con l’inganno. E allora è più grave l’ironia.