Legge, eterna (I-II, 93)

La legge eterna

Articolo 1

Se la legge eterna sia la ragione suprema esistente in Dio

La legge eterna non è altro che il piano della divina sapienza relativa a ogni azione e a ogni moto.

Articolo 2

Se la legge eterna sia nota a tutti

Nessuno può conoscere la legge eterna come è in se stessa all’infuori dei beati che vedono Dio per essenza. Tuttavia qualsiasi creatura razionale la conosce, più o meno bene, nelle sue irradiazioni.

Articolo 3

Se ogni legge derivi dalla legge eterna

Tutte le leggi derivano dalla legge eterna nella misura in cui si uniformano alla retta ragione.

Articolo 4

Se le realtà necessarie ed eterne siano soggette alla legge eterna

Alla legge eterna sono soggette tutte le cose che Dio compie nel creato, siano esse contingenti o necessarie; quanto invece appartiene alla natura o all’essenza divina non è soggetto alla legge eterna, ma si identifica realmente con essa.

Articolo 5

Se gli esseri fisici contingenti siano soggetti alla legge eterna

Tutti i moti e gli atti di tutta la natura sono soggetti alla legge eterna.

Articolo 6

Se tutte le realtà umane siano soggette alla legge eterna

La creatura razionale risulta soggetta alla legge eterna sia partecipandone la conoscenza, sia ricevendone o eseguendone gli impulsi […].

I buoni sono soggetti perfettamente alla legge eterna, inquantoché agiscono sempre uniformandosi ad essa. I malvagi invece vi sono anch’essi soggetti, però imperfettamente riguardo ai loro atti, poiché è in modo imperfetto che conoscono il bene e sono inclinati verso di esso. Tuttavia ciò che manca all’agire è compensato dal subire, poiché tanto patiscono il dettame della legge eterna, quanto vengono meno nel fare ciò che è ad essa conforme.