Legge, umana (I-II, 95-96)

La legge umana

Articolo 1

Se sia stata opportuna l’istituzione di leggi umane

Era necessario stabilire delle leggi per la pace e la virtù degli uomini.

Articolo 2

Se ogni legge umana positiva derivi dalla legge naturale

Una legge umana positiva intanto ha natura di legge in quanto deriva dalla legge naturale. E se in qualcosa è contraria alla legge naturale, non è più legge, ma corruzione della legge.

Articolo 3

Se sant’Isidoro abbia ben descritto le caratteristiche della legge positiva

Tra le condizioni della legge sant’Isidoro enumera innanzitutto queste tre cose: che sia in armonia con la religione […] a incremento della disciplina […], a vantaggio della salute pubblica […].

E a queste tre condizioni si riconducono tutte le altre enumerate in seguito.

Articolo 4

Se sia accettabile la divisione delle leggi umane proposta da sant’Isidoro

In quanto deriva dalla legge naturale il diritto positivo si divide in diritto delle genti e diritto civile; in quanto è ordinata al bene comune dello stato, la legge positiva si divide secondo le distinzioni di coloro che in modo speciale sono deputati al bene comune; in quanto emanate da chi governa, le leggi umane si distinguono secondo le diverse forme di governo; in quanto infine direttive delle azioni, le leggi si distinguono secondo la materia di cui trattano, e spesso sono denominate attraverso i loro autori.

 

Il potere della legge umana

Articolo 1

Se la legge umana debba porsi in termini universali piuttosto che in termini particolari

La legge deve riferirsi a una pluralità di persone, di attività e di tempi.

Articolo 2

Se la legge umana abbia il compito di reprimere tutti i vizi

Le leggi devono essere imposte agli uomini secondo la loro condizione […].

Quindi non sono proibiti da questa legge tutti i vizi da cui i virtuosi si astengono, ma soltanto quelli più gravi, dai quali è possibile ritrarre la moltitudine; e specialmente quelli dannosi per gli altri, senza la cui proibizione la società umana non può sussistere.

Articolo 3

Se la legge umana possa comandare gli atti di tutte le virtù

Non esiste una virtù di cui la legge non possa comandare gli atti. Tuttavia la legge umana non comanda tutti gli atti di tutte le virtù, ma soltanto quelli che sono ordinabili al bene comune; sia in maniera diretta […], sia in maniera indiretta.

Articolo 4

Se la legge umana obblighi in coscienza

Se sono giuste, [le leggi] ricevono la forza di obbligare in coscienza dalla legge eterna da cui derivano […].

Le leggi però possono essere ingiuste, in due modi. Primo perché in contrasto col bene umano, e allora non obbligano in coscienza, a meno che non si tratti di evitare scandali o turbamenti, nel qual caso l’uomo è tenuto a cedere il proprio diritto [cf. Mt 50,40 s.]. – Secondo, perché in contrasto col bene divino […]. E tali leggi non vanno in alcun modo osservate.

Articolo 5

Se tutti siano soggetti alla legge [umana]

Come un individuo sottomesso alla sua regola, sono soggetti a una legge tutti i sudditi dell’autorità che la emana […].

Come un forzato alla sua catena, non sono soggetti alla legge gli uomini virtuosi e giusti, ma soltanto i malvagi.

Articolo 6

Se sia lecito ai sudditi agire senza conformarsi alle parole della legge

Se nasce un caso in cui l’osservanza di una legge è dannosa al bene comune, allora essa non va osservata […]. Si deve notare tuttavia che se l’osservanza letterale della legge non presenta un pericolo immediato, da fronteggiare subito, non spetta a chiunque precisare ciò che è utile o dannoso alla città, ma spetta solo a coloro che comandano.