Matrimonio, beni (Spl 49)

I beni del matrimonio

Articolo 1

Se il matrimonio debba essere coonestato da certi beni connessi

La volizione dell’atto coniugale non può essere ordinata se non grazie al compenso di certi beni che coonestano quell’atto. E questi sono i beni che scusano il matrimonio rendendolo onesto.

Articolo 2

Se siano sufficienti i beni del matrimonio posti dal «Maestro delle Sentenze»,
cioè la fedeltà, la prole e il sacramento

In quanto compito naturale il matrimonio è coonestato da due cose, la prole e la fedeltà […]. – Inoltre esso deve un aspetto della sua bontà al fatto che è un sacramento.

Articolo 3

Se il sacramento sia il principale tra i beni del matrimonio

Quanto all’eccellenza il sacramento è il principale tra i beni del matrimonio […].

Quanto invece all’essenzialità, da un certo punto di vista la prole e la fedeltà sono al primo posto.

Articolo 4

Se l’atto coniugale sia scusato dai beni suddetti
fino a non essere in alcun modo peccaminoso

I suddetti beni giustificano pienamente l’atto del matrimonio.

Articolo 5

Se l’atto matrimoniale possa essere giustificato anche senza i beni del matrimonio

Gli sposi si uniscono senza peccato per due soli motivi: per procreare la prole o per rendere il debito coniugale. Altrimenti il loro atto sarà sempre peccato, almeno veniale.

Articolo 6

Se compiere l’atto coniugale senza proporsi uno dei beni del matrimonio,
ma per il solo piacere, sia sempre un peccato grave

Se uno cerca il piacere trasgredendo la legge del matrimonio […], allora l’atto è un peccato mortale […]. Se invece si cerca il piacere entro i limiti del matrimonio […], allora è un peccato veniale.