Matrimonio, impedimenti (Spl 50-62)

Gli impedimenti matrimoniali in generale

Articolo unico

Se sia giusto assegnare degli impedimenti al matrimonio

Gli impedimenti che si contrappongono alla solennità del sacramento non tolgono che esso sia un vero matrimonio […].

Gli impedimenti invece che sono in contrasto con i beni essenziali del matrimonio lo rendono invalido.

 

L’impedimento dell’errore

Articolo 1

Se l’errore vada posto per se stesso tra gli impedimenti matrimoniali

L’errore per legge naturale invalida il matrimonio.

Articolo 2

Se qualsiasi errore impedisca il matrimonio

L’errore di persona e l’errore sulla condizione servile: questi due soli errori, e non altri, impediscono il matrimonio.

 

L’impedimento della condizione servile

Articolo 1

Se la condizione servile impedisca il matrimonio

Essa impedisce il matrimonio soltanto se è ignorata.

Articolo 2

Se uno schiavo possa contrarre matrimonio senza il consenso del padrone

Egli non deve sottostare al punto di non poter contrarre liberamente il matrimonio, anche all’insaputa o contro la volontà del padrone.

Articolo 3

Se chi è sposato possa vendersi come schiavo dopo il matrimonio

Il marito può vendersi a un altro come schiavo. Né per questo viene a sciogliersi il matrimonio.

Articolo 4

Se i figli debbano seguire la condizione del padre

La prole quanto alla libertà o alla schiavitù segue la condizione della madre. Quanto alla dignità personale invece […] segue la condizione del padre.

 

L’impedimento dei voti e degli ordini sacri

Articolo 1

Se i voti semplici dirimano il matrimonio contratto

Il voto semplice non può dirimerlo.

Articolo 2

Se i voti solenni [precedenti] dirimano il matrimonio già contratto

I voti solenni dirimono il matrimonio per loro natura.

Articolo 3

Se l’ordine sacro sia un impedimento matrimoniale

Che questi ordini impediscano effettivamente il matrimonio deriva da una legge della Chiesa.

Articolo 4

Se si possa ricevere l’ordine sacro dopo il matrimonio

Il matrimonio non impedisce di ricevere gli ordini sacri.

 

L’impedimento della consanguineità

Articolo 1

Se la definizione che viene data della consanguineità sia esatta

Nella suddetta definizione il «vincolo» funge quasi da genere nella consanguineità: le «persone discendenti dal medesimo capostipite», fra le quali esiste tale vincolo, implicano invece il soggetto; «la generazione naturale» infine il principio di questo legame.

Articolo 2

Se la consanguineità sia ben divisa per linee e gradi

In base alle tre relazioni si desumono tre linee di consanguineità: discendente, ascendente e collaterale.

Articolo 3

Se la consanguineità impedisca il matrimonio per legge naturale

La consanguineità rispetto a certe persone è un impedimento al matrimonio per legge naturale, rispetto ad altre lo è per legge divina e rispetto ad altre ancora lo è per una legge umana positiva.

Articolo 4

Se la Chiesa possa fissare al quarto grado il vincolo di consanguineità che impedisce il matrimonio

Con l’avvento della nuova legge, che è la «legge dello Spirito» [Rm 8,2] e dell’amore, furono proibiti molti gradi di consanguineità […]. In seguito però, in questi ultimi tempi, la proibizione della Chiesa si è ristretta al quarto grado.

 

L’impedimento dell’affinità

Articolo 1

Se l’affinità sia causata dal matrimonio di un consanguineo

La persona che viene a unirsi per l’atto coniugale non diventa partecipe della stessa radice, ma viene ad aggiungersi come dall’esterno. Perciò si ha un vincolo di altro genere, che viene detto affinità.

Articolo 2

Se dopo la morte del marito perduri l’affinità tra la moglie e i consanguinei di lui

L’affinità rimane finché rimangono le persone che la contrassero, per quanto venga a morire la persona in forza della quale essa fu contratta.

Articolo 3

Se un rapporto sessuale illecito possa causare l’affinità

La produce anche un rapporto fornicario.

Articolo 4

Se dal fidanzamento possa essere causata una qualche affinità

Gli sponsali non producono un’affinità alla pari del matrimonio, ma qualcosa che assomiglia all’affinità, e che viene denominata giustizia di pubblica onestà.

Articolo 5

Se l’affinità sia causa di affinità

La persona che si unisce in matrimonio con una persona affine non è affine, ma entra in un altro genere di affinità, che è «di seconda categoria».

Articolo 6

Se l’affinità impedisca il matrimonio

L’affinità antecedente impedisce di contrarre matrimonio, e dirime il matrimonio contratto […]. – Se invece l’affinità è successiva al matrimonio non può dirimerlo.

Articolo 7

Se l’affinità abbia dei gradi anche per se stessa

La distinzione dei gradi appartiene direttamente alla consanguineità, e solo mediatamente all’affinità.

Articolo 8

Se i gradi dell’affinità si estendano quanto quelli della consanguineità

Il grado dell’affinità deve corrispondere sempre a quello della consanguineità.

Articolo 9

Se il matrimonio, contratto con affini o consanguinei,
esiga sempre la dichiarazione di nullità e la separazione

È dovere della Chiesa separare quelle persone tra le quali non ci può essere un vero matrimonio.

Articolo 10

Se per la dichiarazione di nullità del matrimonio tra affini o consanguinei
si debba ricorrere alla denuncia

Il matrimonio viene denunciato quando per l’ignoranza di un impedimento esso è ritenuto legittimo mentre è illegittimo.

Articolo 11

Se in tale causa si debba ricorrere ai testimoni come nelle altre cause

In questa causa è necessario come nelle altre che la verità sia dimostrata mediante i testimoni.

 

L’impedimento della parentela spirituale

Articolo 1

Se la parentela spirituale impedisca il matrimonio

La parentela spirituale lo impedisce […].

Se lo precede impedisce di contrarlo, e lo dirime se viene contratto. Se invece lo segue, allora non dirime il vincolo matrimoniale: però rispetto all’atto coniugale bisogna ancora distinguere.

Articolo 2

Se la parentela spirituale si contragga soltanto con il battesimo

Alcuni ritengono che essa si contragga soltanto con il battesimo, altri che si contragga con due sacramenti, cioè il battesimo e la cresima. Ed è l’opinione più comune.

Articolo 3

Se si contragga una parentela spirituale
tra il battezzato e il padrino o la madrina del battesimo

Chi conferisce il sacramento, chi rileva dal sacro fonte il battezzato o fa da padrino alla cresima, contraggono una parentela spirituale.

Articolo 4

Se la parentela spirituale del marito si comunichi alla moglie

Uno può diventare compadre di una persona in due modi. Primo, mediante l’azione di un altro, il quale ne battezza il figlio o lo tiene a battesimo. E in tal caso la parentela spirituale non si comunica dal marito alla moglie: a meno che il battezzato non sia figlio della moglie […].

Secondo, mediante l’azione propria: come quando uno rileva il figlio di un altro dal sacro fonte. E allora la parentela spirituale si comunica alla moglie solo se il matrimonio è consumato […]. Per cui sembra che per lo stesso motivo essa si comunichi anche alle altre donne con le quali il padrino avesse avuto rapporti sessuali, sebbene non siano sue mogli.

Articolo 5

Se la parentela spirituale si comunichi ai figli carnali del padrino

La parentela spirituale passa dal padre al figlio, ma non viceversa. Ci sono dunque tre tipi di parentela spirituale […], e ciascuna di esse è un impedimento dirimente del matrimonio.

 

La parentela legale causata dall’adozione

Articolo 1

Se l’adozione sia ben definita [con le parole: L’assunzione legale di una persona estranea in qualità di figlio, di nipote o di pronipote]

La definizione suddetta esprime il genere dell’adozione con le parole: «assunzione legale»; il termine a quo dicendo: «di una persona estranea»; il termine ad quem con l’espressione «in qualità di figlio o di nipote».

Articolo 2

Se con l’adozione si contragga un legame che è un impedimento matrimoniale

La parentela legale è un impedimento al matrimonio.

Articolo 3

Se tale parentela si contragga solo tra il padre e il figlio adottivo

Ci sono tre tipi di parentela legale […]. La prima e la terza sono impedimenti perpetui del matrimonio. La seconda invece dura quanto l’autorità del padre adottivo.

 

Gli impedimenti dell’impotenza, del maleficio,
della follia, dell’incesto e dell’età

Articolo 1

Se l’impotenza sia un impedimento matrimoniale

Non è ammissibile che si impegni con il contratto di matrimonio chi non è in grado di rendere il debito coniugale […].

L’impotenza di genere naturale può essere temporanea, e allora non dirime il matrimonio, oppure perpetua, e allora dirime il matrimonio.

Articolo 2

Se il maleficio possa essere un impedimento matrimoniale

Se l’impotenza dovuta al maleficio è perpetua, allora dirime il matrimonio. Se invece non è perpetua, non lo dirime.

Articolo 3

Se la follia sia un impedimento matrimoniale

Se la follia segue il matrimonio, in nessun modo può dirimerlo. Se invece lo precede, bisogna distinguere: poiché il pazzo o ha intervalli lucidi o non li ha. Nel caso che li abbia, pur non essendo bene che contragga matrimonio […], se tuttavia lo fa, il matrimonio è valido. Se invece non ha tali intervalli, o contrae il matrimonio nei momenti di follia, il suo non è un vero matrimonio.

Articolo 4

Se l’incesto con la sorella della propria moglie dirima il matrimonio

Se uno commette un peccato carnale con la sorella o con un’altra consanguinea della propria moglie prima di contrarre il matrimonio, il matrimonio deve essere annullato a motivo dell’affinità contratta, anche se sono già stati celebrati gli sponsali.

Se invece il peccato è posteriore al matrimonio già contratto e consumato, allora non si esige una separazione totale, ma il marito perde il diritto di chiedere il debito coniugale, così da non poterlo fare senza peccato. Però è tenuto a renderlo se la moglie lo chiede […].

Costui inoltre dopo la morte della moglie deve rimanere del tutto «senza speranza di risposarsi»: a meno che, in vista della sua fragilità, cioè nel timore che possa avere dei rapporti illeciti, non si ricorra a una dispensa. Se invece contraesse matrimonio senza dispensa, peccherebbe violando le leggi della Chiesa, ma non per questo il matrimonio dovrebbe essere dichiarato nullo.

Articolo 5

Se il difetto di età sia un impedimento matrimoniale

Il diritto ha stabilito che il matrimonio non venga contratto prima dell’età della discrezione […], e se viene contratto prima sia dichiarato nullo […]. Se però uno raggiunge la maturità prima dell’età suddetta, il matrimonio è valido.

 

L’impedimento della disparità di culto

Articolo 1

Se un cristiano possa contrarre matrimonio con un’infedele

La disparità di culto precedente impedisce di contrarre matrimonio.

Articolo 2

Se tra gli infedeli ci sia un vero matrimonio

Anche quello degli infedeli è un vero matrimonio, però senza l’ultima perfezione data dalla grazia.

Articolo 3

Se il coniuge convertito possa rimanere con la moglie
con la quale si era sposato prima del battesimo, se questa non vuole convertirsi

Con la conversione di uno dei due coniugi alla fede l’unione coniugale non si scioglie […]. Il coniuge convertito può convivere con quello infedele nella speranza che si converta, se non lo vede ostinato nell’incredulità: e fa bene a restare con lui, pur non essendovi tenuto. E questo è il consiglio dell’Apostolo.

Articolo 4

Se un convertito possa ripudiare la moglie non cristiana
disposta a convivere senza offesa del Creatore

Chi riceve il battesimo […] viene liberato dall’obbligo di rendere alla moglie il debito coniugale, e di convivere con essa, quando essa rifiuta di convertirsi. Tuttavia in certi casi egli è libero di farlo.

Articolo 5

Se il neofita che ripudia la moglie non credente possa prenderne un’altra

Se il coniuge non convertito è disposto a convivere «senza offesa del Creatore», cioè senza provocare l’altro a rinnegare la fede, il neofita può abbandonarlo liberamente, ma non può risposarsi. Se invece quello rimasto infedele non è disposto a convivere senza offesa del Creatore […], allora il coniuge per non essere sollecitato ad abbandonare la fede, può passare ad altre nozze.

Articolo 6

Se gli altri peccati sciolgano il matrimonio come il rifiuto della fede

Il vincolo coniugale non può mai essere sciolto.

Quanto ai doveri coniugali il matrimonio può essere sciolto dal rifiuto della fede e dall’adulterio carnale [q. 62, a. 1, ad 3].

 

L’uxoricidio

Articolo 1

Se sia lecito al marito uccidere la moglie sorpresa nell’atto dell’adulterio

In nessun caso è lecito al marito uccidere la moglie di propria autorità.

Articolo 2

Se l’uxoricidio sia un impedimento matrimoniale

Per legge ecclesiastica l’uxoricidio è un impedimento matrimoniale […]. Però in certi casi è un impedimento che impedisce di contrarre il matrimonio ma non dirime quello contratto.

Talora dirime anche quello contratto. Talora invece l’impedimento rende anche nullo il matrimonio contratto.

 

L’impedimento matrimoniale dei voti solenni

Articolo 1

Se dopo aver consumato il matrimonio
un coniuge possa farsi religioso contro il volere dell’altro

Senza il consenso della moglie egli non può più offrire se stesso con il voto di castità.

Articolo 2

Se prima di consumare il matrimonio
uno dei coniugi possa farsi religioso senza il consenso dell’altro

Il matrimonio non consumato può essere sciolto con l’ingresso nella vita religiosa.

Articolo 3

Se una donna possa risposarsi dopo che il marito è entrato in religione
senza avere consumato il matrimonio

Dopo la morte spirituale di lui mediante l’entrata nella vita religiosa, la donna può risposarsi con chi vuole.

 

L’impedimento dell’adulterio,
che può sopravvenire dopo la consumazione del matrimonio

Articolo 1

Se il marito possa rimandare la moglie adultera

Il Signore ha concesso di rimandare la moglie a causa dell’adulterio […]. Per questo motivo vengono eccettuati sette casi in cui non è lecito rimandare la donna adultera.

Articolo 2

Se il marito sia obbligato per legge a rimandare la moglie adultera

Se la donna si pente del suo peccato, il marito non è tenuto a rimandarla. Se invece non si pente, allora è tenuto [, per non sembrare consenziente].

Articolo 3

Se il marito possa rimandare la moglie adultera di proprio arbitrio

Quanto al letto matrimoniale soltanto, può farlo di proprio arbitrio appena è sicuro dell’adulterio della moglie […].

Quanto al letto matrimoniale e alla coabitazione [separazione che è detta divorzio], non può farlo senza il giudizio della Chiesa.

Articolo 4

Se in una causa di divorzio il marito e la moglie debbano essere giudicati alla pari

In una causa di divorzio il marito e la moglie vanno giudicati alla pari, nel senso che le stesse cose sono lecite o illecite per l’uno come per l’altra. Però non è identico il rapporto dei coniugi verso tali cose.

Articolo 5

Se dopo la separazione il marito possa risposarsi

Non è lecito a un coniuge passare ad altre nozze mentre vive la comparte.

Articolo 6

Se dopo la separazione il marito e la moglie possano riconciliarsi

Se la moglie dopo la separazione si è emendata dal suo peccato, il marito può riconciliarsi con lei. Se invece rimane incorreggibile, non deve riprenderla.