Menzogna (II-II, 110)

I vizi contrari alla veracità

Articolo 1

Se la menzogna sia sempre l’opposto della verità

La menzogna si oppone direttamente e formalmente alla veracità.

Articolo 2

Se sia sufficiente dividere la menzogna in ufficiosa, giocosa e dannosa

In base all’essenza stessa della menzogna essa si divide in due specie: quella che va al di là del vero per esagerazione, e costituisce la millanteria, e quella che rimane al disotto della verità, e costituisce l’ironia.

Sotto l’aspetto della colpa invece, ossia in base a ciò che aggrava o diminuisce la colpa in rapporto al fine perseguito, è un’aggravante, per il peccato di menzogna che uno tenda con esso a danneggiare il prossimo, e in ciò abbiamo la bugia dannosa. Invece la colpa viene diminuita se uno ordina la menzogna a un bene qualsiasi: o al bene dilettevole, e allora abbiamo la bugia giocosa, o al bene utile, e allora abbiamo la bugia ufficiosa […]. Ed è in questo modo che viene fatta la divisione della menzogna nei tre tipi dei quali stiamo dissertando.

Terzo, la menzogna può suddividersi ancora più radicalmente in ordine al fine […]. Abbiamo così la divisione agostiniana in otto membri.

Articolo 3

Se la menzogna sia sempre un peccato

La menzogna è sempre un peccato.

Articolo 4

Se qualsiasi menzogna sia un peccato mortale

Se la falsità riguarda le cose divine la menzogna è gravissima ed è mortale. Se poi riguarda il bene dell’uomo, anche questa è un peccato mortale. Se invece le false opinioni hanno per oggetto cose di nessuna importanza, non sono peccati mortali.

Se la menzogna è detta per insultare Dio è sempre un peccato mortale, e lo è anche quella detta per danneggiare il prossimo.

Se invece il fine a cui si mira non è contro la carità, allora neppure la bugia da questo lato è un peccato mortale.

Finalmente, la menzogna può essere in contrasto con la carità a motivo dello scandalo. E anche allora il peccato è mortale.