Orazione (II-II, 83)

La preghiera

Articolo 1

Se la preghiera sia un atto della potenza appetitiva

La preghiera di cui parliamo è un atto della ragione.

Articolo 2

Se pregare sia un atto conveniente

Noi preghiamo non allo scopo di mutare le disposizioni divine, ma per impetrare quanto Dio ha disposto che venga compiuto mediante la preghiera dei santi.

Articolo 3

Se la preghiera sia un atto della religione

La preghiera è propriamente un atto della virtù di religione.

Articolo 4

Se si debba pregare soltanto Dio

Due possono essere gli scopi per cui a una persona viene rivolta la preghiera: primo, perché la esaudisca direttamente; secondo, perché si presti a impetrarla. Nel primo senso rivolgiamo la preghiera soltanto a Dio […]. Nel secondo senso invece rivolgiamo la preghiera agli angeli e ai santi.

Articolo 5

Se nella preghiera si debba chiedere a Dio qualcosa di determinato

Il Signore nel Vangelo ha prescritto ai discepoli di chiedere determinate cose, che sono contenute nel Padre Nostro.

Articolo 6

Se nel pregare si possano chiedere a Dio dei beni temporali

È lecito pregare per i beni temporali.

Articolo 7

Se siamo tenuti a pregare per gli altri

La carità esige che noi preghiamo per gli altri.

Articolo 8

Se siamo tenuti a pregare per i nemici

Come siamo tenuti ad amare i nemici, così siamo tenuti a pregare per loro […]. È stretto dovere non escludere i nemici dalle preghiere generali che facciamo per gli altri. Invece pregare in modo speciale per loro è di consiglio, non di precetto, salvo casi particolari.

Articolo 9

Se siano ben formulate le sette domande del Padre Nostro

La preghiera del Padre Nostro è perfettissima […]. In essa non solo vengono comandate tutte le cose che possiamo rettamente desiderare, ma anche nell’ordine in cui vanno desiderate: per cui questa preghiera non solo insegna a chiedere, ma altresì plasma i nostri affetti.

Articolo 10

Se pregare sia proprio della creatura razionale

Pregare è un atto che non può appartenere né alle Persone divine, né agli animali bruti, ma è proprio della creatura razionale.

Articolo 11

Se i santi che sono in paradiso preghino per noi

Quanto più grande è la carità dei santi del paradiso, tanto più essi pregano per i viatori che possono essere aiutati con la preghiera; e più sono uniti a Dio, più le loro preghiere sono efficaci.

Articolo 12

Se la preghiera debba essere vocale

La preghiera comune deve essere conosciuta da tutto il popolo per il quale viene fatta. Il che non sarebbe possibile se non fosse vocale […].

La preghiera individuale invece non è necessario che sia vocale. Tuttavia ad essa si può aggiungere utilmente la parola esterna per tre motivi. Primo, per eccitare la devozione interiore […]. Secondo, per servire il Signore anche con il corpo […]. Terzo, per la ridondanza dell’anima sul corpo.

Articolo 13

Se la preghiera debba necessariamente essere attenta

La questione riguarda soprattutto la preghiera vocale.

Ora, come mezzo che facilita il raggiungimento del fine, l’attenzione è assolutamente necessaria alla preghiera […].

Quanto al merito invece non si richiede necessariamente che l’attenzione accompagni la preghiera in tutta la sua durata, ma la virtualità della prima intenzione con la quale uno l’ha iniziata rende meritoria tutta la preghiera. – Anche per l’impetrazione basta l’intenzione iniziale; se questa manca, allora la preghiera non è capace né di meritare né di impetrare. – Il terzo effetto della preghiera è infine una certa refezione spirituale dell’anima. E per questa nella preghiera si richiede necessariamente l’attenzione.

Articolo 14

Se la preghiera debba essere continua

La causa della preghiera è il desiderio proprio della carità, dal quale essa deve scaturire […]. E sotto questo aspetto la preghiera deve essere continua.

La preghiera invece considerata in se stessa non può essere continua […]. Perciò è bene che la preghiera duri finché serve a eccitare il fervore dell’interno desiderio. Quando invece sorpassa questa misura, così da provocare necessariamente tedio, non va prolungata ulteriormente […].

E come ciò va tenuto presente nella preghiera individuale, così va tenuto presente anche nella preghiera pubblica in riferimento alla devozione del popolo.

Articolo 15

Se la preghiera sia meritoria

Oltre all’effetto dovuto alla sua stessa presenza, consistente in un conforto spirituale, la preghiera comporta due virtù riguardo al futuro: la virtù di meritare e quella di impetrare.

Articolo 16

Se la preghiera dei peccatori possa impetrare qualcosa da Dio

Se un peccatore pregando chiede qualcosa in quanto peccatore, cioè assecondando il desiderio peccaminoso, ciò non viene ascoltato da Dio secondo la sua misericordia, ma talora viene ascoltato come punizione […].

Dio ascolta invece la preghiera del peccatore che nasce dall’onesto desiderio della natura, non come per un atto di giustizia, dato che il peccatore non lo merita, ma per pura misericordia, purché siano rispettate le quattro condizioni ricordate sopra [a. prec. ad 2 ], che cioè uno chieda per sé, cose necessarie alla salvezza, con pietà e con perseveranza.

Articolo 17

Le diverse specie della preghiera

Per la preghiera si richiedono tre cose. Primo, che l’orante si avvicini a Dio […]. – Secondo, che richieda […]. Terzo, che vi sia una ragione per impetrare ciò che si domanda.