ORIGINE, delle persone divine (4, 10-11. 19. 26)

(IV, 10) Obiezioni contro la generazione e la processione divina

Essendo Dio immutabile, non si vede come possano esistere in lui la generazione e la processione, che sembrano indicare una certa mutazione. – Se la generazione è una mutazione, ci deve essere un passaggio dalla potenza all’atto. Cosa impossibile, essendo Dio atto puro.

(IV, 11) In che senso esista in Dio la generazione, e le affermazioni della Scrittura sul Figlio di Dio

Il Verbo con il quale Dio intende se stesso procede da lui per natura. E poiché il Verbo, o Parola, di Dio ha la stessa natura di Dio che la dice, ed è la sua immagine, ne viene che questo processo naturale sia secondo la somiglianza in perfetta identità di natura. Ora, ciò è appunto quanto costituisce la generazione negli esseri viventi. Dunque il Verbo è veramente generato da Dio che lo pronuncia, o dice, e il suo procedere può essere denominato generazione, o nascita.

(IV, 19) Come si devono intendere le affermazioni relative allo Spirito Santo

L’oggetto amato non è presente soltanto nell’intelletto di chi ama, ma anche nella sua volontà, come il termine del moto è presente nel principio movente. Avendo quindi dimostrato [I, c. 44] che Dio è un soggetto intelligente, in lui ci deve essere anche la volontà. E avendo spiegato [I, c. 45] che l’attività di Dio è la stessa essenza divina, e questa a sua volta è la sua volontà, ne viene che in Dio la volontà non esiste come potenza, o come abito, ma solo come atto. D’altra parte abbiamo anche visto che ogni atto di volontà è radicato nell’amore: dunque è necessario che in Dio ci sia l’amore […]. E poiché l’amato è presente nella volontà come per spingere e inclinare interiormente l’amante verso la cosa amata, e d’altra parte l’impulso interiore dei viventi spetta agli spiriti vitali, è giusto che Dio procedente come amore sia denominato Spirito. Per questo l’Apostolo allo spirito e all’amore attribuisce un certo impulso; scrive infatti [Rm 8,14]: «Tutti quelli che sono mossi dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio». E ancora [2 Cor 5,14]: «L’amore di Cristo ci spinge». Dato poi che ogni moto intellettivo prende nome dal suo termine, e l’amore suddetto è quello con cui Dio ama se stesso, è giusto che Dio procedente come amore venga denominato Spirito Santo: infatti le cose dedicate a Dio è consuetudine chiamarle sante.

(IV, 26) In Dio non ci sono che tre persone il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

Da quanto abbiamo detto bisogna concludere che nella natura divina sussistono tre persone: il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, e questi tre sono un unico Dio, distinti tra loro per le sole relazioni reciproche. Il Padre infatti si distingue dal Figlio per la relazione di paternità e l’innascibilità; il Figlio si distingue dal Padre per la relazione di filiazione; il Padre e il Figlio poi dallo Spirito Santo per la spirazione, per dire correttamente; lo Spirito Santo infine dal Padre e dal Figlio per la processione di amore con la quale procede da entrambi. Oltre a queste tre non è da porre nessun’altra persona nella natura divina.