Osservanza (II-II, 102)

L’osservanza o rispetto

Articolo 1

Se l’osservanza o rispetto sia una virtù specificamente distinta dalle altre

Come al disotto della religione, che ha il compito di tributare un culto a Dio, troviamo immediatamente la pietà, che ci rende ossequienti ai genitori, così al disotto della pietà troviamo l’osservanza, con la quale tributiamo ossequio o rispetto alle autorità.

Articolo 2

Se l’osservanza abbia il compito di prestare rispetto e onore
a coloro che sono costituiti in autorità

A motivo della loro eccellenza è dovuto a tali persone l’onore, che è appunto il riconoscimento della superiorità di qualcuno. Invece a motivo del compito di governare è dovuto ai superiori il rispetto, che consiste in un certo ossequio.

Articolo 3

Se l’osservanza sia una virtù superiore alla pietà

Prestare ossequio alle autorità in ordine al bene comune non rientra nell’osservanza, ma nella pietà. Prestare invece tale ossequio in ordine alla loro gloria e utilità personale è il compito proprio dell’osservanza, in quanto distinta dalla pietà. E così la pietà è superiore alla virtù dell’osservanza, rendendo essa un culto a persone più intime, verso le quali siamo più obbligati.