Passioni, distinzione (I-II, 23)

La distinzione delle passioni

Articolo 1

Se le passioni del concupiscibile siano distinte da quelle dell’irascibile

Le passioni dell’irascibile differiscono specificamente da quelle del concupiscibile.

Articolo 2

Se la contrarietà delle passioni dell’irascibile si riduca alla contrarietà fra il bene e il male

Nelle passioni dell’irascibile si trova la contrarietà riducibile all’antinomia tra bene e male, come tra la speranza e il timore; e vi è pure la contrarietà basata sull’atto di accedere o di recedere rispetto a un medesimo termine, come avviene tra l’audacia e il timore.

Articolo 3

Se vi sia una passione dell’anima senza il suo contrario

È un fatto unico che la passione dell’ira non possa avere il suo contrario, né in base all’atto di accedere o di recedere, né in base alla contrarietà fra il bene e il male.

Articolo 4

Se nella medesima potenza vi siano delle passioni specificamente distinte non contrarie fra di loro

Le passioni [in genere] differiscono tra loro secondo i principi attivi, che nel caso delle passioni dell’anima sono gli oggetti […].

Ora, si vede chiaramente che nel concupiscibile ci sono tre gruppi di passioni, cioè: l’amore e l’odio, il desiderio e la fuga, la gioia e la tristezza. E così ce ne sono tre nell’irascibile: la speranza e la disperazione, il timore e l’audacia, e alla fine l’ira, che non ha una passione contraria. Ci sono quindi undici passioni specificamente distinte, sei nel concupiscibile e cinque nell’irascibile; ed esse abbracciano tutte le passioni dell’anima.