Peccato, gravità (I-II, 73)

Il confronto reciproco fra i peccati

Articolo 1

Se tutti i peccati siano connessi

I peccati non hanno alcuna connessione in ciò che ne costituisce la specie.

Articolo 2

Se i peccati siano tutti uguali

Sulla gravità del peccato incide molto la discordanza maggiore o minore dalla rettitudine della ragione. Bisogna dunque concludere che i peccati non sono tutti uguali.

Articolo 3

Se la gravità del peccato si misuri dall’oggetto

La gravità dei peccati varia in modo analogo alla gravità delle malattie […]. Perciò la gravità dei peccati si misura in base alla diversità degli oggetti.

Articolo 4

Se la gravità dei peccati si misuri secondo l’importanza delle virtù contrarie

È necessario che alla virtù più sublime si contrapponga direttamente il più grave peccato, come il termine più distante nel medesimo genere […].

In un altro modo a una virtù più grande si contrappone dalla parte dell’effetto un peccato più piccolo.

Articolo 5

Se i peccati carnali siano meno gravi di quelli spirituali

I peccati spirituali sono più gravi di quelli carnali.

Articolo 6

Se la gravità dei peccati si misuri in base alla loro causa

Quanto alla causa prima e diretta, più essa cresce, tanto più grave diventa il peccato […]. Le altre cause invece sono come estrinseche e remote. Alcune, come il fine, che è l’oggetto proprio della volontà, aggravano il peccato […]. Altre compromettono il giudizio della ragione, come l’ignoranza, o riducono la libertà di movimento della volontà, e così diminuiscono la volontarietà, fino al punto che se l’atto è del tutto involontario non è nemmeno un peccato.

Articolo 7

Se le circostanze possano aggravare il peccato

Il peccato può essere aggravato dalle circostanze, e ciò può avvenire in tre modi: o perché la circostanza fa cambiare il genere del peccato, o perché ne moltiplica gli aspetti peccaminosi, o perché accresce il disordine di un’altra circostanza.

Articolo 8

Se la gravità del peccato derivi dalla gravità del danno arrecato

Talora il danno che proviene dal peccato è previsto e cercato […]. E allora la gravità del danno incide direttamente sulla gravità del peccato […].

Talora invece il danno è previsto, ma non cercato, e anche in questo caso la gravità del danno aggrava il peccato, ma in modo indiretto […].

Talora, infine, il danno non è né previsto né cercato. E in questo caso, se il danno ha un rapporto accidentale col peccato, non lo aggrava direttamente; tuttavia, per la negligenza nel considerare gli eventuali danni, il male preterintenzionale viene imputato a un uomo come pena, se l’azione da lui intrapresa è illecita. – Se invece il danno consegue di per sé all’atto peccaminoso allora, anche se non è né voluto né previsto, esso aggrava direttamente il peccato […].

Quanto al danno penale nel quale incorre chi pecca, se esso è occasionale e non è né previsto né cercato, non aggrava il peccato e neppure rivela una maggiore malizia [come nel caso di chi, correndo per uccidere, inciampa e si ferisce un piede]. – Se invece questo danno è legato direttamente all’atto del peccato, anche senza essere forse né previsto né cercato, allora col suo aggravarsi non rende più grave il peccato, ma piuttosto avviene l’inverso, che cioè un peccato più grave produce un danno maggiore.

Articolo 9

Se la condizione della persona contro la quale si pecca possa aggravare il peccato

I fini principali degli atti umani sono: Dio, l’uomo stesso [che agisce] e il prossimo […]. Di conseguenza possiamo considerare, in relazione a questi tre fini, la maggiore o minore gravità del peccato secondo la condizione della persona contro cui si pecca […]. In rapporto a Dio il peccato si aggrava se viene commesso contro una persona più unita a Dio, o per la sua virtù, o per l’ufficio che esercita.

È evidente poi che in riferimento a se stessi si pecca tanto più gravemente quanto più la persona oltraggiata è unita a noi o per vincoli naturali, o per benefici ricevuti, o per qualsiasi altro legame.

Riguardo al prossimo, finalmente, il peccato è tanto più grave quanto più numerose sono le persone che esso riguarda.

Articolo 10

Se il valore della persona che pecca aggravi il peccato

C’è un peccato che capita di sorpresa, dovuto alla fragilità della natura umana: e questo peccato viene imputato di meno a chi è più virtuoso […]. Ci sono invece altri peccati che derivano da una deliberazione. E questi peccati sono imputati a ciascuno in proporzione del proprio valore.