Penitenza, sacramento (III, 84)

Il sacramento della penitenza

Articolo 1

Se la penitenza sia un sacramento

La penitenza praticata nella Chiesa è un sacramento.

Articolo 2

Se i peccati siano la materia propria di questo sacramento

La materia prossima di questo sacramento sono gli atti del penitente, che hanno per materia i suoi peccati, di cui egli si pente, che confessa e per i quali è pronto a soddisfare. Dal che risulta che la materia remota sono i peccati, non da compiere, ma da detestare e da distruggere.

Articolo 3

Se le parole: «Io ti assolvo» siano la forma di questo sacramento

La formula Io ti assolvo costituisce la forma più conveniente di queste sacramento.

Articolo 4

Se per questo sacramento si richieda l‘imposizione delle mani

In questo sacramento non è richiesta l’imposizione delle mani.

Articolo 5

Se questo sacramento sia indispensabile per la salvezza

Il sacramento della penitenza è indispensabile per la salvezza dopo il peccato.

Articolo 6

Se la penitenza sia «la seconda tavola dopo il naufragio»

Metaforicamente viene detta seconda tavola dopo il naufragio.

Articolo 7

Se era giusto che questo sacramento venisse istituito nella nuova legge

Questo sacramento andava istituito nella nuova legge.

Articolo 8

Se la penitenza debba durare fino al termine della vita

La penitenza interna deve durare fino al termine della vita […].

La penitenza esterna, diversamente, non è necessario che duri fino al termine della vita, ma basta che duri fino a un tempo determinato, secondo la gravità della colpa.

Articolo 9

Se la penitenza debba essere continua

In modo attuale è certamente impossibile che l’uomo faccia penitenza di continuo […]. In modo abituale però la penitenza deve essere continua.

Articolo 10

Se il sacramento della penitenza possa essere ricevuto più volte

La penitenza può essere ripetuta più volte.