Piacere, passione, in sé (I-II, 31)

Il piacere in se stesso

Articolo 1

Se il piacere sia una passione

Il piacere è una passione dell’anima.

Articolo 2

Se il piacere sia misurato dal tempo

Il piacere direttamente non è misurato dal tempo […]. Se però il bene raggiunto è sottoposto a una trasmutazione, allora il piacere sarà indirettamente implicato nel tempo. Se invece il bene fosse del tutto inalterabile, allora il piacere, o godimento, non sarebbe misurato dal tempo né direttamente né indirettamente.

Articolo 3

Se il piacere sia distinto dalla gioia

Il piacere è più esteso della gioia.

Articolo 4

Se il piacere possa trovarsi nell’appetito intellettivo

In questo appetito, cioè nella volontà, si trova quel piacere che è detto gioia: non però il piacere corporale.

Articolo 5

Se i piaceri corporali e sensibili siano più forti dei piaceri spirituali e intellettuali

Se confrontiamo i piaceri di ordine spirituale con i piaceri sensibili rispetto al godimento delle azioni medesime […], non c’è dubbio che i piaceri di ordine intellettuale sono molto superiori a quelli del senso […].

Se poi confrontiamo i piaceri di ordine spirituale con i piaceri sensibili e materiali [in se stessi], [anche] allora di per sé e assolutamente parlando sono maggiori i piaceri spirituali […].

Tuttavia in rapporto a noi i piaceri materiali sono più virulenti.

Articolo 6

Se i piaceri del tatto siano superiori a quelli degli altri sensi

I piaceri che si risolvono nella conoscenza sono propri dell’uomo, mentre i piaceri dei sensi connessi con l’utilità sono comuni a tutti gli animali.

Se quindi parliamo del piacere dei sensi che si risolve nella conoscenza, è chiaro che il godimento del vedere è superiore a quelli degli altri sensi. – Se invece parliamo del piacere che nasce dall’utilità, allora il piacere più grande è quello del tatto […].

Il piacere del tatto è assolutamente parlando più grande di quello della vista, considerato nell’ambito del piacere sensibile […]. – Se però consideriamo il godimento della vista in quanto l’occhio serve all’intelletto, allora questi godimenti sono superiori.

Articolo 7

Se vi siano dei piaceri non naturali

Possono dirsi naturali per l’uomo quei piaceri che a lui convengono secondo la ragione […]. In un altro senso si dicono cose naturalmente piacevoli all’uomo quelle che riguardano la conservazione del corpo o quanto all’individuo […] o quanto alla specie […].

Tuttavia nell’uno e nell’altro senso avviene che alcuni piaceri siano innaturali assolutamente parlando, sebbene siano naturali sotto un certo aspetto.

Articolo 8

Se un piacere possa essere contrario all’altro

Anche nei sentimenti dell’anima due piaceri possono essere contrari.