Precetti della legge mosaica, cerimoniali (I-II, 101-103)

I precetti cerimoniali in se stessi

Articolo 1

Se la ragione specifica dei precetti cerimoniali stia nel fatto che sono ordinati al culto di Dio

I precetti cerimoniali determinano quelli morali in ordine a Dio. Così si dicono propriamente cerimoniali quei precetti che riguardano il culto di Dio.

Articolo 2

Se i precetti cerimoniali siano figurali

Essendo l’uomo composto di anima e di corpo, sia l’uno che l’altro componente deve essere applicato al culto di Dio: l’anima per onorarlo con il culto interno e il corpo per onorarlo con il culto esterno. Il culto esterno è ordinato a quello interno […].

Nello stato di beatitudine futura il culto esterno non consisterà in qualche figura, ma solo nella lode di Dio che sgorga dalla conoscenza e dall’affetto interiore […]. Era poi necessario che il culto dell’antica legge non si limitasse a figurare la verità che in futuro doveva essere manifestata nella patria, ma che figurasse anche Cristo, il quale è la via che conduce alla verità della patria.

Articolo 3

Se i precetti cerimoniali dovessero essere molteplici

Nel popolo ci sono due categorie di uomini: alcuni sono portati al male, altri invece sono inclini al bene […]. Ora, per entrambe le categorie era giusto che nell’antica legge i precetti cerimoniali fossero molteplici.

Articolo 4

Se le cerimonie dell’antica legge siano ben divise in «sacrifici», «cose sacre», «sacramenti», «osservanze»

Il culto consiste specialmente nei sacrifici. – Gli strumenti del culto erano invece le cose sacre. – Riguardo agli adoratori poi si possono considerare due cose, cioè la loro iniziazione al culto divino […], e allora abbiamo i sacramenti. Oppure il loro particolare modo di vivere […] e allora abbiamo le osservanze.

 

Le cause dei precetti cerimoniali

Articolo 1

Se i precetti cerimoniali abbiano una causa o ragion d’essere

[…]. I precetti cerimoniali sono ordinati a un fine in base al quale si possono determinare le ragioni che li giustificano.

Articolo 2

Se i precetti cerimoniali abbiano una ragion d’essere anche per il loro senso letterale, o solo per quello figurale

[…]. Il fine dei precetti cerimoniali è duplice […]. Perciò le ragioni dei precetti cerimoniali possono venire desunte da due fonti distinte. Primo, dalle esigenze del culto divino praticato negli antichi tempi. E queste ragioni riguardano il senso letterale […]. – Secondo, le ragioni possono venire desunte dall’ordine di questi precetti a prefigurare Cristo. E in questo senso abbiamo di essi ragioni di ordine figurale o mistico.

Articolo 3

Se si possa trovare una ragione plausibile delle cerimonie riguardanti i sacrifici

Sia secondo il senso letterale sia secondo quello figurale o mistico è possibile stabilire la causa delle cerimonie riguardanti i sacrifici […]. Il retto ordinamento dell’anima a Dio implica il riconoscimento da parte dell’uomo che quanto egli possiede viene da Dio come dal primo principio, e che egli deve ordinare a Dio come al suo ultimo fine tutte le cose. E ciò veniva rappresentato nelle offerte e nei sacrifici […].

Si possono poi spiegare le cerimonie suddette anche in base al fatto che erano dei mezzi per distogliere dai sacrifici degli idoli.

[Ma soprattutto] le ragioni dei sacrifici figurali dell’antica legge vanno desunte dal vero sacrificio di Cristo.

Articolo 4

Se sia possibile determinare una ragione plausibile delle cerimonie relative alle cose sacre

[…]. Era necessario ordinare al culto di Dio dei giorni speciali, una dimora speciale e degli arredi e ministri speciali, per indurre gli uomini a un maggiore rispetto verso Dio […].

Articolo 5

Se vi sia una ragione che spieghi i sacramenti dell’antica legge

Tutto ciò aveva delle motivazioni ragionevoli, sia letterali, in quanto era ordinato al culto divino di quel tempo, sia figurali o mistiche, in quanto ordinato a prefigurare Cristo, come vedremo nei singoli casi […].

Articolo 6

Se le osservanze cerimoniali avessero un motivo ragionevole

Negli usi del popolo ebraico, e specialmente dei sacerdoti, ci dovevano essere delle cose speciali adatte a tale culto, sia spirituale che corporale […].

Di queste osservanze ci possono essere due serie di ragioni: la prima basata sul loro rapporto al culto divino; l’altra basata sulla loro corrispondenza figurale alla vita dei cristiani.

 

La durata dei precetti cerimoniali

Articolo 1

Se le cerimonie legali esistessero già prima della legge

Prima della legge vi furono delle cerimonie: non però cerimonie legali, in quanto non istituite da alcun legislatore.

Articolo 2

Se le cerimonie dell’antica legge avessero allora la virtù di giustificare

Nell’antica legge si conoscevano due tipi di immondezza, la prima spirituale, la seconda corporale, che rendeva inabili al culto divino. Le cerimonie dell’antica legge avevano il potere di giustificare da quest’ultima immondezza […]. Non avevano invece il potere di liberare dall’immondezza dell’anima, cioè dalla colpa […].

Tuttavia nel tempo della legge l’anima dei fedeli poteva unirsi con la fede a Cristo incarnato e immolato: e così dalla fede essi venivano giustificati. E di questa fede l’osservanza delle cerimonie era una professione, in quanto esse prefiguravano Cristo.

Articolo 3

Se le cerimonie dell’antica legge siano cessate con la venuta di Cristo

Nello stato della nuova legge fu necessario introdurre altre cerimonie proporzionate allo stato del culto divino di questo tempo, in cui i beni celesti rimangono futuri, ma i benefici di Dio che ad essi introducono sono ormai presenti.

Articolo 4

Se dopo la passione si possano osservare le cerimonie legali senza peccato mortale

Come peccherebbe mortalmente chi adesso, nel professare la fede, dicesse che Cristo deve nascere, cosa che gli antichi invece dicevano con tutta pietà e verità, così peccherebbe mortalmente chi osservasse ancora le cerimonie che gli antichi osservavano con pietà e con fede.