Profezia, in sé (II-II, 171)

La profezia

Articolo 1

Se la profezia sia un fatto di ordine conoscitivo

La profezia consiste primariamente e principalmente in una conoscenza […].

La profezia in secondo luogo consiste in una enunciazione, in quanto i profeti annunziano a edificazione di altri le cose rivelate ad essi da Dio […].

In terzo luogo la profezia implica il compimento di miracoli, quale conferma delle parole profetiche.

Articolo 2

Se la profezia sia un abito

La profezia, propriamente parlando, non è un abito.

Articolo 3

Se la profezia abbia per oggetto solo i futuri contingenti

L’oggetto più proprio della profezia è la rivelazione degli eventi futuri.

Articolo 4

Se il profeta sotto l’ispirazione divina conosca tutto ciò che la conoscenza profetica può abbracciare

Non segue che i profeti conoscano tutto ciò che può essere oggetto di profezia, ma ciascun profeta conosce alcune cose secondo la particolare rivelazione che a lui viene fatta.

Articolo 5

Se il profeta possa sempre discernere ciò che dice per ispirazione propria da ciò che dice per spirito profetico

Il profeta ha la massima certezza di ciò che conosce espressamente mediante lo spirito di profezia, ed è certo che tali cose gli sono state rivelate da Dio […].

Rispetto invece alle cose che conosce per istinto soprannaturale, talora il profeta non è in condizione di discernere se quanto egli pensa sia dovuto alla mozione divina o allo spirito proprio.

Articolo 6

Se le cose profeticamente conosciute o enunciate possano essere false

Nella profezia non ci può essere alcun errore.