RELIGIONE (precetti) (3, 119-120)

(III, 119) La mente umana è guidata verso Dio da certe realtà sensibili

Essendo naturale per l’uomo ricavare la conoscenza dai sensi, ed essendo per lui molto difficile trascendere le realtà sensibili, Dio ha provveduto in modo che egli ricevesse un richiamo alle cose divine da quelle sensibili, affinché con esse fosse riportata alle cose di Dio anche l’attenzione di quegli uomini la cui intelligenza non è capace di contemplare le cose di Dio in se stesse. Perciò furono istituiti dei sacrifici sensibili […], applicate delle consacrazioni mediante realtà sensibili […], compiute azioni sensibili come prostrazioni, genuflessioni, canti ecc. Nel prestare questi atti corporali consiste il culto di Dio. Questo culto di Dio viene chiamato anche religione, poiché con tali atti l’uomo si lega in modo da non scostarsi da lui. E anche perché si sente obbligato da un istinto naturale a prestare a suo modo riverenza a Dio, da cui viene il principio del suo essere e di ogni bene. In base a ciò la religione prende anche il nome di pietà, poiché la pietà è la virtù con la quale rendiamo l’onore dovuto ai nostri genitori. E per questo quanti sono contrari alle cose riguardanti il culto di Dio li chiamiamo empi. Ciò che poi facciamo in onore di Dio lo denominiamo servizio. Però il servizio a lui dovuto è diverso da quello dovuto a un uomo a cui accidentalmente apparteniamo, e che ha un certo particolare dominio sulle cose, derivato da Dio. Perciò il servizio che dobbiamo a Dio, specialmente fra in Greci, è chiamato latria.

(III, 120) Il culto di latria va prestato soltanto a Dio

Sopra [II, c. 21] abbiamo visto che solo Dio è creatore. Dunque l’uomo deve rendere a Dio qualcosa di speciale come riconoscimento di un beneficio speciale. E questo qualcosa è il culto di latria. Fra tutti gli atti del culto di latria, il più singolare è il sacrificio […], che mai nessuno ha pensato di offrire a qualcuno se non perché lo riteneva Dio, o fingeva di crederlo tale […]. Perciò l’uomo deve offrire il sacrificio e il culto di latria soltanto a Dio, e non già ad altri esseri, per quanto spirituali essi siano. Da ciò Es 22,20: «Chi offre sacrifici ad altri dei, fuorché a Dio solo, sarà ucciso»; Dt 6,13: «Adorerai il Signore Dio tuo, e servirai a lui solo»; Rm 1,23: «Affermando di essere sapienti, divennero stolti, e scambiarono la gloria dell’incorruttibile Dio con un’immagine e una figura di uomo corruttibile …», e sotto, v. 25: «scambiando la verità di Dio con la menzogna, e adorando e servendo le creature anziché il Creatore, che è sopra tutte le cose Dio benedetto nei secoli. Amen».