Religiosi, diversità (II-II, 188)

Le diverse forme della vita religiosa

Articolo 1

Se vi sia una sola forma di vita religiosa

Le forme della vita religiosa si possono distinguere o secondo la diversità dei fini a cui sono ordinate, o in base alla diversità degli esercizi ascetici.

Articolo 2

Se sia necessario istituire un ordine religioso per le opere della vita attiva

È conveniente che alcune religioni siano ordinate alle opere della vita attiva.

Articolo 3

Se si possa istituire un ordine religioso per combattere

È conveniente che si possano istituire degli ordini religiosi per combattere, non a difesa dei beni mondani, ma del culto di Dio e del bene pubblico; oppure dei poveri e degli oppressi.

Articolo 4

Se si possa istituire un ordine religioso per predicare o per ascoltare le confessioni

È sommamente conveniente istituire una religione per predicare, e per altre opere riguardanti la salvezza delle anime.

Articolo 5

Se si possa istituire un ordine religioso per lo studio

Si può istituire un ordine religioso per attendere allo studio delle lettere.

Articolo 6

Se gli ordini religiosi di vita contemplativa siano superiori a quelli di vita attiva

Il primo posto fra gli istituti religiosi spetta a quelli che sono ordinati all’insegnamento e alla predicazione […]. – Il secondo posto spetta invece agli ordini consacrati alla contemplazione. – Il terzo infine a quelli che si dedicano alle occupazioni esteriori.

La superiorità poi di un ordine sull’altro in ciascuno dei tre gradi suddetti può essere desunta dalla pluralità dei compiti, oppure dall’avere leggi più adatte per raggiungere il fine prestabilito.

Articolo 7

Se il possedere in comune  diminuisca la perfezione di un ordine religioso

Il possedere qualcosa in proprio è incompatibile con la perfezione religiosa […].

Possedere abbondanti ricchezze in comune, sia di beni mobili che di beni immobili, è un ostacolo alla perfezione, sebbene non la escluda totalmente. Possedere dei beni esterni in comune, sia mobili che immobili, nella misura sufficiente al semplice sostentamento, non impedisce la perfezione della vita religiosa, se si considera la povertà in rapporto al fine comune a tutti gli ordini religiosi.

Se infine si considera la povertà in rapporto al fine specifico di ciascun istituto […], allora ciascun ordine sarà più perfetto in materia di povertà quanto più la povertà sarà proporzionata al suo fine […].

Conservare dunque il denaro, o altri beni in comune, per il sostentamento dell’istituto o degli altri poveri, è conforme alla perfezione insegnata da Cristo con il suo esempio.

Articolo 8

Se la vita religiosa dei cenobiti sia più perfetta della vita dei solitari

La vita dei solitari, debitamente abbracciata, è superiore alla vita cenobitica. Se però viene abbracciata senza preparazione, allora è pericolosissima.