Religiosi, vocazione (II-II, 189)

L’entrata in religione

Articolo 1

Se in religione debbano entrare solo quelli che si sono esercitati nell’osservanza dei comandamenti

Entrare in religione è vantaggioso non solo per chi ha praticato i comandamenti, per raggiungere una maggiore perfezione, ma anche per chi non li ha praticati, per evitare più facilmente i peccati e raggiungere la perfezione.

Articolo 2

Se uno si possa obbligare con voto a entrare in religione

Obbligarsi con voto a entrare in religione è di per sé una cosa lodevole.

Articolo 3

Se chi si è obbligato con voto a entrare in religione sia tenuto a entrarvi

Chi si obbliga a entrare in religione è tenuto a entrarvi nel modo in cui intende obbligarsi mediante il voto.

Articolo 4

Se chi ha fatto voto di entrare in religione sia tenuto a restarvi per sempre

L’obbligo si estende conformemente alla volontà e all’intenzione di chi fa il voto.

Articolo 5

Se nella vita religiosa si debbano ricevere i bambini

Se un bambino prima degli anni della pubertà ha fatto un voto semplice, senza avere ancora il perfetto uso della ragione, non è obbligato dal voto. – Se egli invece ha l’uso della ragione prima della pubertà, di per sé è obbligato dal voto; tuttavia l’obbligo può essere annullato dall’autorità del padre, sotto la cui potestà egli ancora si trova […]. – Se infine uno ha superato gli anni della pubertà, il voto non può essere annullato dall’autorità dei genitori; se però non avesse ancora raggiunto il perfetto uso della ragione, davanti a Dio non sarebbe obbligato.

Il secondo tipo di voto è quello solenne. In questo caso la professione fatta prima della pubertà, per quanto uno abbia il perfetto uso di ragione e sia capace di ingannare, non ha il suo effetto, non rende cioè chi la emette un vero religioso […].

I bambini però possono essere accolti in una comunità religiosa, con il consenso dei genitori, per esservi educati.

Articolo 6

Se per assistere i genitori si debba rinunziare a entrare in religione

Quando i genitori sono in una necessità tale da non poter essere assistiti decentemente se non dai loro figli, a questi ultimi non è lecito entrare in religione trascurando l’assistenza ai genitori. Se questi invece non sono in una necessità tale da avere uno stretto bisogno dell’assistenza dei figli, allora costoro possono entrare in religione anche contro il comando dei genitori.

Articolo 7

Se i parroci possano lecitamente entrare in religione

I parroci e gli arcidiaconi possono abbracciare la vita religiosa.

Articolo 8

Se sia lecito passare da un ordine religioso a un altro ordine

Passare da un ordine religioso a un altro non è una cosa lodevole, salvo casi di grande utilità o necessità […].

Tuttavia si può lodevolmente passare da un ordine a un altro per tre motivi.

Articolo 9

Se si possano indurre altri a entrare in religione

Quelli che persuadono altri a entrare in religione non solo non peccano, ma meritano un grande premio […].

Tuttavia in quest’opera di persuasione potrebbero avvenire tre disordini.

Articolo 10

Se sia lodevole abbracciare la vita religiosa senza il consiglio di molti e senza una lunga deliberazione

Quanto al fatto in se stesso, è certo che abbracciare la vita religiosa è un bene migliore […].

Anche in rapporto alle forze di chi sta per entrarvi non vi sono incertezze, perché si confida nell’aiuto di Dio […]. Se però vi fosse qualche impedimento particolare […], allora si richiede la deliberazione e il consiglio di persone da cui si possa sperare un aiuto e non un impedimento.

Infine, quanto all’ordine da scegliere, si può ricorrere anche qui al consiglio di chi non pone ostacoli.