Speranza, in sé (II-II, 17)

La speranza

Articolo 1

Se la speranza sia una virtù

La speranza è una virtù.

Articolo 2

Se la beatitudine eterna sia l’oggetto proprio della speranza

L’oggetto proprio e principale della speranza è la beatitudine eterna.

Articolo 3

Se uno possa sperare la beatitudine eterna di un altro

La speranza riguarda direttamente il proprio bene […], ma uno può sperare per altri la vita eterna in quanto è unito ad essi con l’amore.

Articolo 4

Se si possa sperare lecitamente nell’uomo

Non è lecito sperare in un uomo, o in un’altra creatura, come se si trattasse di una causa prima, capace di condurre alla beatitudine. È invece lecito sperare in un uomo o in altre creature se esse vengono considerate quali agenti secondari e strumentali.

Articolo 5

Se la speranza sia una virtù teologale

La speranza è una virtù teologale.

Articolo 6

Se la speranza sia una virtù distinta dalle altre virtù teologali

La carità fa aderire a Dio per se stesso unendo a lui l’anima con l’affetto dell’amore […]. La fede fa aderire l’uomo a Dio in quanto è il principio per conoscere la verità […] La speranza invece ci fa aderire a Dio in quanto egli è per noi il principio della perfetta bontà [da cui deriva la beatitudine].

Articolo 7

Se la speranza preceda la fede

La fede precede la speranza.

Articolo 8

Se la carità sia prima della speranza

In ordine genetico la speranza precede la carità […]. In ordine di perfezione invece la carità è prima per natura.